voto per lo stadio

Nuovo San Siro: ecco le 16 condizioni imposte dal Comune di Milano per il sì

Il Consiglio comunale vota a favore del nuovo impianto, ponendo dei vincoli. Per l’ad dell’Inter Antonello le modifiche devono essere sostenibili. Il presidente del Milan Scaroni non esclude un piano b ma il sindaco Sala avverte: «Il progetto dei club come è oggi non è accettabile»


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San Siro: il Comune dice sì al nuovo stadio ponendo 16 condizioni (Ansa)

4' di lettura

Arriva il primo sì anche se condizionato da 16 paletti da parte dell’aula del Consiglio comunale di Milano per il progetto di Inter e Milan di un nuovo stadio. Sono sedici infatti le condizioni dettate dal Consiglio comunale di Milano per la realizzazione del progetto del nuovo stadio che Inter e Milan vorrebbero realizzare nell’area di San Siro. I paletti sono contenuti nell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza di centrosinistra che è stato approvato nel corso della seduta con 27 voti favorevoli, 11 contrari, sette astenuti. Nella maggioranza hanno votato contro l’ordine del giorno Carlo Monguzzi e Alessandro Giungi, mentre si è astenuta Milly Moratti.

Le 16 condizioni del Comune di Milano
Nell’ordine del giorno del Consiglio comunale di Milano la maggioranza di centrosinistra invita il sindaco e la giunta «in vista della scelta che dovranno assumere, a considerare come decisivo e imprescindibile il realizzarsi» di 16 condizioni. Il progetto deve essere un «volano per la rigenerazione urbana, obiettivo che questa Amministrazione ha sancito e declinato nel Pgt Milano 2030», deve considerare «in fase di realizzazione, progettazione e mantenimento l’obiettivo prioritario di minimizzare l’impatto ambientale, realizzando una cittadella di sport e servizi car free». Il progetto di Inter e Milan poi «dovrà prevedere un incremento significativo di verde pubblico fruibile rispetto alla situazione attuale» che è del 18%, dovrà «raggiungere una consistente revisione del carico insediativo rispetto a quanto prospettato dalla proposta attraverso la riduzione degli indici volumetrici nell’area». Per quanto riguarda il capitolo San Siro e demolizione l’aula di Palazzo Marino «alla luce dei pareri espressi dalla Soprintendenza, dal Politecnico e dalla Conferenza dei servizi» ritiene che «l’ipotesi di abbattimento dello Stadio Meazza si ritiene superata», quindi le squadre dovranno prevedere «una proposta specifica in merito alla rifunzionalizzazione del manufatto esistente». Il progetto del nuovo stadio inoltre dovrà essere «supportato, nella sua dimensione economica e finanziaria, da un piano che affermi la solidità finanziaria e la realizzabilità degli obiettivi di rigenerazione urbana previsti», con un piano che preveda “ulteriori forme di garanzia a favore del Comune di Milano a tutela della tempistica di esecuzione delle opere in caso di cambio di assetto proprietario e/o di eventi straordinari relativi ai proponenti». Tra i 16 paletti c’è poi quello della «riduzione della durata della concessione» della struttura alle squadre, «per renderla coerente con la rispondenza a criteri di sostenibilità del progetto nel tempo e con gli interessi economico-finanziari del Comune». Infine secondo il Consiglio comunale il Comune dovrà mantenere «un ruolo guida relativamente allo sviluppo del progetto» e «la prosecuzione dell'iter procedurale» dovrà vedere «la partecipazione del Consiglio Comunale e della cittadinanza nelle forme più opportune».

L’Inter: «Il progetto modificato sia sostenibile»
«Ascolteremo le indicazioni per cercare di capire se la proposta presentata sullo stadio, seppur modificata in base a quanto ci verrà indicato, poi abbia comunque quel di senso economico-finanziario sostenibilità che fa sì che un progetto di queste dimensioni possa andare avanti», commenta l’amministratore delegato dell’Inter Alessandro Antonello durante la conferenza stampa al termine dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio al 30 giugno 2019, intervenendo sul tema stadio. Le possibili difficoltà sul progetto San Siro hanno portato il club nerazzurro, insieme al Milan, a rivalutare la possibilità di un piano B oggi rappresentato dall’opzione Sesto San Giovanni. «Non possiamo prescindere da questo progetto. Indipendentemente dalle condizioni vogliamo agire in maniera
veloce», ha aggiunto il presidente Steven Zhang.

Sala: «L’attuale progetto dei club? Non accettabile»
Soddisfazione da parte del sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Io sono contento del parere favorevole ma quello che ne ricavo è che quello che è il progetto» delle società «come è oggi non è un progetto che è accettabile. Quindi è da qua che si ricomincia a lavorare a livello di giunta. Ho votato anche io e ho votato favorevolmente. Quello che penso - continua Sala - è che i volumi che sono stati chiesti sono volumi non realistici, sono eccessivi. Adesso parte la discussione vera con le società. Credo che le società siano consapevoli del fatto che il piano che ci hanno proposto era un piano troppo a loro favore. Non si può vedere un singolo aspetto perché sono tanti, e se si arrivasse a un accordo si arriverà lavorando su più aspetti. Dobbiamo riportare questa proposta un po’ più nell’interesse del Comune».

Sforzo per salvare lo stadio
Secondo il sindaco di Milano, «uno sforzo per salvaguardare lo stadio di San Siro va fatto o perlomeno bisogna essere assolutamente certi che non c’è una possibilità in qualche modo di salvarlo. Salvarlo non vuol dire tenere un monumento, ma vuol dire anche farlo funzionare, poi ci sono una serie di altre osservazioni - ha concluso -, però noi in sostanza vogliamo seguire la nostra attitudine che è fatta di apertura a una rigenerazione della città ma anche di tutela del verde».

Il piano b di Scaroni? «Tutti devono averne uno»
E a proposito delle parole di di Paolo Scaroni, il presidente del Milan che ha parlato di un piano B delle squadre per realizzare lo stadio nell’area ex Falck di Sesto San Giovanni in alternativa a quella comunale dove si trova già adesso il Meazza, Sala ha specificato: «Tutti si devono tenere un piano b nella vita. Non sono parole che mi turbano, ci mancherebbe altro che non ce l’abbiano. Noi dobbiamo continuare sul nostro percorso e mi auguro che si arrivi a una conclusione positiva, però, ripeto, così come è stato presentato il progetto non è possibile», ha aggiunto Sala a margine della seduta del Consiglio comunale. «Con buonsenso si trovi una formula diversa».

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