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Nuovo scivolone di Boeing: la capsula spaziale esce dall’orbita

La nuova capsula spaziale di Boeing, Starliner CST 100 partita per un volo test da Cape Canaveral, in Florida, 50 minuti dopo il lancio per un’anomalia del computer avvenuta dopo la separazione dal razzo lanciatore Atlas V, ha sbagliato orbita e non è riuscita ad agganciare la Stazione spaziale internazionale come previsto

di Riccardo Barlaam


Spazio, problemi nel volo-test della navetta Boeing "Starliner"

2' di lettura

NEW YORK - Ennesimo scivolone per Boeing. La nuova capsula spaziale di Boeing, Starliner CST 100, partita per un volo test da Cape Canaveral, in Florida, 50 minuti dopo il lancio - per un’anomalia del computer avvenuta dopo la separazione dal razzo lanciatore Atlas V - ha sbagliato orbita e non è riuscita ad agganciare la Stazione spaziale internazionale come previsto. I tecnici stanno cercando di recuperare la navicella: dovrebbe rientrare nelle prossime 48 ore paracadutata a White Sands, nel deserto del New Mexico.

Nel volo di prova la navicella spaziale Starliner aveva un manichino a bordo. Ma in futuro verrà utilizzata per trasportare gli astronauti dagli Stati Uniti alla Iss, invece che dalla base di Baikonur, in Kazakhstan, con i Soyuz. Il primo volo a marzo della navicella spaziale americana è stato effettuato da SpaceX di Elon Musk, l’altra società al lavoro sul progetto della Nasa.

Il flop della prima uscita della navicella spaziale di Boeing, un programma di 4,2 miliardi di dollari partito nel 2014 e finanziato dalla Nasa, si aggiunge alla crisi più grave del gruppo aerospazialeper lo stop forzato al volo in tutto il mondo dei 737 Max da marzo, in seguito ai due incidenti aerei in Indonesia e in Etiopia con 346 morti, causati dall’anomalia del sistema elettronico di controllo automatico del volo.

Boeing, da gennaio stop alla produzione dei 737 Max

Dal primo gennaio Boeing ha deciso di bloccare tutta la produzione dei 737 Max a tempo indeterminato. In attesa delle certificazioni da parte dei regolatori per riprendere i voli che non arriveranno entro fine anno e nemmeno all’inizio del prossimo.

Boeing è un gigante industriale in ginocchio, con danni economici e sopratutto di immagine difficilmente recuperabili. L’amministratore delegato Denis Muilenberg è ancora al suo posto, nonostante le critiche per la scarsa trasparenza e la poca tempestività su come è stata gestita finora la crisi più grave della sua storia. Ieri a Wall Street, in una giornata record, i titoli di Boeing sono arrivati a cedere oltre l’1% a 330,04 dollari, al di sotto del target price attuale di 366,90 dollari.

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