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Nuovo scontro tra Governo e Atlantia, sul titolo è alta volatilità in Borsa

La garanzia Sace sul prestito ad Aspi riaccende il conflitto sulla concessione: i Cinque Stelle chiedono la revoca. La holding apre a -5%, poi recupera

di Cheo Condina

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(IMAGOECONOMICA)

La garanzia Sace sul prestito ad Aspi riaccende il conflitto sulla concessione: i Cinque Stelle chiedono la revoca. La holding apre a -5%, poi recupera


2' di lettura

Si riaccende lo scontro col Governo sulla concessione di Aspi e il titolo Atlantia - su cui è altissima la volatilità - va ko in apertura di seduta a Piazza Affari, arrivando a cedere il 5%, salvo poi recuperare fino a -1% a 13,8 euro. La miccia che ha innescato il nuovo conflitto tra la holding dei Benetton e l’esecutivo – nelle ultime settimane era aperto un canale di confronto apparentemente costruttivo con il Ministero delle Infrastrutture – è stata la richiesta della garanzia Sace da parte di Aspi su un prestito da 1,25 miliardi. Per dare il proprio via libera, il Tesoro ha sostanzialmente chiesto che la concessionaria accettasse il nuovo regime tariffario previsto dall’Art: secca la risposta di Atlantia che ha bloccato gli investimenti di Aspi a cui ha indicato, secondo quanto indicato da una nota venerdì, «di limitarsi ad effettuare solo gli interventi di manutenzione sulla rete e valutare se attivare gli strumenti della convenzione a difesa dei propri interessi».

La politica in scena: M5S per revoca concessione, Pd per compromesso

Al quadro, peraltro si sono aggiunte le dichiarazioni di vari politici in area Cinque Stelle, tra cui Stefano Buffani e Giancarlo Cancelleri, che sono tornati a chiedere la revoca della concessione: un dossier su cui invece il Pd, a partire dal segretario Nicola Zingaretti è più tiepido, e preferirebbe un compromesso, magari con la discesa di Atlantia sotto il 50% del capitale (l'ipotesi è una cordata Cdp-F2i). Toccherà al premier Giuseppe Conte, che fino ad oggi ha temporeggiato (anche perché il dossier Atlantia potrebbe scatenare una nuova crisi nella maggioranza), trovare una sintesi di una situazione di stallo che penalizza anche e soprattutto le società interessate, declassate a junk dopo il Decreto Milleproroghe che ha abbassato drasticamente il valore di indennizzo legato alla revoca della concessione per grave inadempimento.

Equita: aumenta l'incertezza

La sensazione, in ogni caso, è che ci si avvicini alla resa dei conti: Aspi ha la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto entro sei mesi (30 giugno) in caso di modifiche unilaterali e con essa un indennizzo superiore a 20 miliardi. Uno scenario, insomma, che «aumenta l`incertezza e rende più difficile trovare una negoziazione, che continuiamo a ritenere lo scenario più probabile. Uno scontro legale e l`avvio della procedura di revoca sarebbe uno scenario molto negativo», commenta Equita che valuta Atlantia con un hold e target price a 16,4 euro.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©
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    Cheo CondinaRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Energia, infrastrutture, assicurazioni, finanza e mercati

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