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Nuovo scontro Salvini-Raggi: ecco i nomi di Lega, FdI e Pd per la corsa a sindaco

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Non solo metro: dagli alberi ai rifiuti tutte le emergenze di Roma Capitale

3' di lettura

Matteo Salvini riprova l’Opa sulla Capitale. Il leader della Lega, non nuovo alle bordate verso la prima cittadina pentastellata di Roma («non è più adeguata a fare il sindaco di Roma» disse lo scorso aprile), ha colto l’occasione della “ricorrenza” del terzo anno della giunta (e dei bilanci deficitari sulla gestione della città, dai rifiuti ai trasporti) per annunciare: «Siamo pronti a presentare un programma alternativo per Roma. La città merita di più».

Il programma della Lega per la Capitale
Forte della scalata a Roma (alle europee la Lega è stato primo partito del centrodestra e secondo in assoluto dopo il Pd, incassando il 25,8%) con picchi nelle periferie, il Carroccio è pronto a rivendicare la guida della città. E ha preparato un programma che punta dritto al Campidoglio. Tra i punti salienti: più poteri alla Capitale, accesso diretto ai fondi per i trasporti, realizzazione di nuovi impianti per i rifiuti - i termovalorizzatori - «fuori dai veti ideologici», taser per la polizia locale.

Nel centrodestra ipotesi Saltamartini
Mancano due anni alle elezioni, ma la caccia al candidato sindaco è già partita sotto traccia. Nei mesi scorsi è stato in pole position il nome di Giulia Bongiorno senatrice della Lega e ministro per la Pubblica amministrazione. Ma la diretta interessata ha escluso l’ipotesi («in futuro torno a fare la professione di avvocato»). E dopo il suo niet tutti gli occhi sono ora puntati sull'ex aennina e ex Ncd Barbara Saltamartini, presidente della Commissione Attività produttive della Camera. È lei, si dice, la prescelta di Salvini (e di Giorgetti con il quale avrebbe un ottimo rapporto).

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Fdi scalpita
All’interno della coalizione di centrodestra Fratelli d'Italia (8,7% alle elezioni europee) rivendica però il suo peso specifico. E, non a caso, fra le ipotetiche candidature compare quella della stessa leader Giorgia Meloni (già candidata del centrodestra, senza Fi, nel 2016, rimasta fuori dal ballottaggio) o di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera. Esponente storico della destra romana, Rampelli maggiormente incarna il radicamento del partito sul territorio e, per questo, viene tirato fuori come possibile leader della coalizione a ogni tornata di amministrative o regionali. Discorso diverso per Meloni: lo stesso Salvini aveva fatto un endorsement nei confronti della leader di Fdi, forse con l’obiettivo di rinsaldare il centrodestra in vista delle possibili elezioni anticipate (i maligni dicono anche per tenersi lontano da una eventuale sconfitta data la ripresa del Pd in città). Forza Italia, ormai ridotta a Roma sotto il 6% delle Europee, pare defilata nella scelta del candidato sindaco della coalizione.

Le manovre nel centrosinistra
Anche il centrosinistra romano, in ripresa dopo l’arrivo del governatore del Lazio Nicola Zingaretti alla segreteria nazionale, sta iniziando a riorganizzarsi. La strategia esclude candidati calati dall’alto e punta a dare spazio agli amministratori locali attivi sul territorio. Probabile il ricorso alle primarie. Certo è che cerca un candidato capace di unire e, in caso di ballottaggio con il centrodestra, in grado di intercettare una parte dei voti dell’elettorato M5s. Tra i nomi circolati, quello di Giovanni Caudo presidente del Municipio Roma III (Montesacro) ed ex Assessore all’Urbanistica della giunta Marino. Ma il campo potrebbe scendere anche Massimiliano Smeriglio, ex vicepresidente della Regione, esponente storico della sinistra alleata del Pd, fedelissimo di Zingaretti e neo europarlamentare dem. Per ora nessun big del partito si espone per una possibile candidatura (a partire da Carlo Calenda e Paolo Gentiloni).

L’eredità di Raggi
Attaccata dagli avversari, scarsamente difesa dagli stessi compagni di Movimento (con un sempre più distante Luigi Di Maio), Virginia Raggi ha trascorso un amaro terzo compleanno da sindaca. Dopo le aperture dei vertici M5s sull’abolizione del limite di due mandati per i rappresentati eletti nei comuni, una corsa per il secondo mandato da sindaco (che per Raggi sarebbe il terzo in politica, dopo la brusca fine di quello all'opposizione di Ignazio Marino tra il 2013 e il 2015) non sarebbe in teoria più un tabù. Ma la caduta negli indici di gradimento e le perplessità interne al Movimento rendono in salita un suo ritorno in pista. Nel M5S c’è chi scommette ancora su Alessandro Di Battista. Ma il diretto interessato ha già annunciato la sua candidatura in Parlamento in caso di crisi di governo e di elezioni anticipate.

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