dopo la cassazione

Nuovo stadio della Roma, il progetto fermo all’Assemblea capitolina

Per mesi Eurnova è stata in procinto di firmare il contratto con l’As Roma per la cessione del progetto della nuova arena a Tor Di Valle. Ma dalla Giunta di Virginia Raggi sono giunti più volte degli stop

di Ivan Cimmarusti

Roma, arrestato presidente assemblea capitolina Marcello De Vito

Per mesi Eurnova è stata in procinto di firmare il contratto con l’As Roma per la cessione del progetto della nuova arena a Tor Di Valle. Ma dalla Giunta di Virginia Raggi sono giunti più volte degli stop


2' di lettura

Un iter amministrativo estremamente farraginoso per il nuovo stadio della Capitale. Per mesi Eurnova è stata in procinto di firmare il contratto con l’As Roma per la cessione del progetto della nuova arena a Tor Di Valle. Ma dall’Amministrazione capitolina sono giunti più volte degli stop, anche perché era in corso un’inchiesta giudiziaria sul presidente pentastellato dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, accusato dai pm di aver influito sulla dichiarazione di pubblico interesse per il nuovo stadio. Ma ora che quelle accuse sono state cassate – in sede cautelare - dalla Corte di Cassazione, quale sarà il destino di questa maxi opera?

GUARDA IL VIDEO - Stadio della Roma, chiesto processo per Parnasi e altri 14 indagati

La Corte di Cassazione
Secondo la Corte di Cassazione, infatti, contro il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito e l’altro principale indagato, l’avvocato Camillo Mezzacapo, ci sono al momento «congetture» ed «enunciati contraddittori» e non ci sono «dati indiziari» sufficientemente motivati dal gip e poi dal Riesame per sostenere che De Vito e Mezzacapo facessero parte del «gruppo criminale» guidato dall’imprenditore Luca Parnasi e fossero vittime del suo «metodo corruttivo». Sono queste alcune delle motivazioni per le quali i giudici la sesta sezione della corte di Cassazione l’11 luglio scorso hanno disposto che il provvedimento cautelare per corruzione torni al vaglio del Riesame. De Vito e Mezzacapo erano finiti in carcere il 20 marzo scorso a seguito delle indagini nell’ambito della vicenda legata alla costruzione del nuovo stadio della Roma e da luglio si trovavano ai domiciliari.

Quali le mosse della Giunta Raggi?
Settembre sarà un mese decisivo non solo per Marcello De Vito ma anche per il progetto dello stadio. Il 10 settembre, infatti, il collegio del Riesame tornerà a prendere in considerazione le posizioni dei due principali indagati nel procedimento bis sul nuovo stadio della Roma. La Procura di Roma dovrà spiegare meglio come e perché i due indagati farebbero parte del gruppo criminale capeggiato da Parnasi e perché sarebbero da considerare vittime del suo metodo corruttivo. Finiti in carcere, De Vito e Mezzacapo hanno ottenuto in estate gli arresti domiciliari. La misura cautelare, però, decadrà automaticamente il 20 settembre prossimo. Nel caso di De Vito sarà interessante capire quali carte l’esponente politico giocherà per riprendersi quello che l’inchiesta giudiziaria al momento gli ha tolto. Parallelamente anche la Giunta Raggi dovrà prendere una decisione sul destino del nuovo stadio della Roma.

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