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Nel 730 nuovo test-tagliola per le spese sanitarie tracciabili

Il 2022 è il secondo anno in cui si applica la stretta sulle agevolazioni del 19% non detraibili se pagate in contanti

di Dario Aquaro e Cristiano dell'Oste

730 precompilato: ecco le 5 novità per le dichiarazioni dei redditi 2022

3' di lettura

La dichiarazione dei redditi 2022 sarà un test anche per le spese detraibili al 19 per cento. Nei modelli dichiarativi dello scorso anno – relativi quindi al 2020 – questi oneri hanno subìto un brusco tracollo: dai quasi 32 miliardi di euro del 2019 sono passati a 27,2 miliardi (-14,8%).

Secondo l’analisi del ministero dell’Economia, questo calo è attribuibile alle due novità entrate in vigore proprio nel 2020: l’obbligo di pagamento tracciabile (comunque escluso per medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o accreditate al Ssn) e il fatto che per alcune spese la detrazione varia in base al reddito complessivo (cioè spetta in misura piena per redditi entro i 120mila euro e decresce fino ad azzerarsi ai 240mila euro). Al limite reddituale sono vincolate, ad esempio, le spese d’istruzione, universitarie, funebri, veterinarie, le erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, enti dello spettacolo, i premi assicurativi.

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Eppure, a ben vedere, il taglio per i redditi più elevati ha inciso poco sul crollo delle detrazioni degli oneri detraibili al 19 per cento. Perché il calo più intenso riguarda le spese mediche: scese del 16,5% contro il -12% delle altre spese detraibili (si veda Il Sole 24 Ore del 25 aprile scorso). Più dei limiti e degli obblighi, insomma, hanno influito le chiusure dovute alla pandemia: nel 2020 visite mediche ed esami sono stati rallentati, e le restrizioni hanno frenato anche altre spese detraibili, come quelle per attività sportive dei ragazzi, mense scolastiche, intermediazioni immobiliari.

Il 730/2022 si appresta quindi a fotografare il secondo anno in cui si applicano le nuove regole sulle detrazioni del 19% e il primo di (parziale) ritorno alla normalità.

Le verifiche sulla tracciabilità

Sarà allora interessante valutare l’impatto soprattutto del vincolo di tracciabilità delle spese mediche: con pagamenti tramite carte, bonifici o altri sistemi digitali, come le app per smartphone (Satispay, Paypal, ApplePay, GooglePay, eccetera). Le spese mediche, veterinarie e sanitarie in genere, saldate con questi mezzi, e quindi già trasmesse dai professionisti al Sistema tessera sanitaria, transiteranno dalla precompilata.

Se invece la spesa è stata sostenuta in parte con strumenti tracciabili e in parte in contanti, il medico avrà trasmesso al Sts l’intero importo con l’indicazione “non tracciato” (unica eccezione l’eventuale pagamento cash del solo bollo, che viene trasmesso in un campo a parte).

Se invece una spesa detraibile è stata trasmessa per errore come “non tracciata”, o non è stata trasmessa del tutto, il contribuente può rettificare il modello 730 precompilato, inserendo l’importo agevolato. In tal caso, però, dev’essere in grado di documentare la spesa e la modalità di pagamento. Non solo. La rettifica di un qualsiasi dato di spesa, che incide cioè sul calcolo dell’imposta, fa sì che la precompilata non si consideri “accettata”, perdendo così la possibilità di essere esonerati dai controlli documentali sugli oneri deducibili e detraibili. E dunque occorrerà documentare tutte le spese indicate nel 730, non solo quelle rettificate, conservando i giustificativi fino al 31 dicembre 2027 (quinto anno successivo a quello di presentazione del modello, entro cui il Fisco può eseguire i controlli).

Come si documenta la tracciabilità? Con ricevute di carte e bancomat, estratti conto, copie di bollettino postale, eccetera; ma anche con ricevute elettroniche, Pdf stampati, Sms e ricevute in app. In mancanza – precisano le istruzioni al 730 – il pagamento tracciabile «può essere documentato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio».

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