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Nutella, c’è chi dice di no

Dai cantanti fuori da Sanremo ai produttori di nocciole calabresi, alla vigilia del World Nutella Day la crema alla nocciola più amata attira qualche diniego


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(Afp)

2' di lettura

Il mondo si prepara a celebrare il World Nutella Day il 5 febbraio. Addirittura il colosso Mc Donald’s si allea con il colosso Ferrero e porta pane e Nutella per la prima volta in tutti i suoi negozi italiani italiani, spalmata sul nuovo McCrunchy Bread. Chi abita a Milano, Roma, Napoli e Bari potrà assaggiarlo gratuitamente in quattro punti vendita selezionati, dalle 15 alle 18.

World Nutella Day
Per la celebrazione mondiale, la crema alla nocciola più amata è già pronta negli scaffali dei supermercati nella limited edition 2020 dai

colori fluo. E pure fuori dall’Ariston di Sanremo, il teatro che ospita la gara canora – pure quella la più amata dagli italiani – al via nella serata del 4 febbraio. È targato Nutella infatti il palco montato a Piazza Colombo, che vedrà le esibizioni di protagonisti del Festival e ospiti. Si comincia con Emma.

Il caso Salmo
Salmo invece, che era stato invitato e che qui doveva esibirsi venerdì 7 febbraio, ha dato forfait. Forse il product placement non ha incontrato i gusti del rapper e produttore? O il ripensamento è stato più ampi0 e politico? Il 18 gennaio aveva comunicato via Instagram la sua assenza: «Non sarò presente al Festival di Sanremo. Non me la sento. Mi sentirei a disagio. Vi ringrazio ancora di cuore. Tra i due santi, Sanremo e San Siro, scelgo San Siro quindi se volete venire a sentirmi nel posto giusto, con la gente giusta, venite a San Siro il 14 giugno». Chissà.
In generale, sembra che alcuni dei superospiti siano ancora in dubbio sulla partecipazione al Festival e sull’esibizione in piazza Colombo proprio per quel brand troppo presente.

Il “Nutella stage” in piazza Colombo a Sanremo

I produttori di nocciole calabresi
C’è chi a Nutella dice di no. Anche fuori da Sanremo. Il Consorzio di valorizzazione e tutela della nocciola di Calabria di Torre di Ruggiero ha detto no a Ferrero già da tempo: «La nostra produzione di nocciole è incompatibile con una logica globalizzata». Parole del presidente del Consorzio, Giuseppe Rotiroti. La sfida contro il gigante della Nutella è motivata dal fatto che dalla Calabria vorrebbe solo portare via le nocciole, senza favorire l’imprenditoria locale e senza creare posti di lavoro. Calabria First.

L’uscita di Salvini
Prima gli italiani è anche lo spirito della celebre uscita di Matteo Salvini: «Non mangio Nutella perché è fatta con nocciole turche». Una chiara sintesi del commercio globale del materie prime che la Ferrero ha superato come ai tempi della polemica sull’olio di palma, ingrediente indispensabile della Nutella. Con conseguenti campagne di informazione.

Il tubo di biscotti di Renzi
D’altra parte, il marchio di Alba è pensantemente nel turbinio social-politico dal lancio dei Nutella Biscuits, al centro di bagarinaggio e misteriose sparizioni. E di complotti che neanche lo sbarco sulla Luna, se poi a twittare un tubo mai visto nei supermercati è Matteo Renzi, apriti cielo.

Nutella è così. Purché se ne parli. E se ne spalmi sempre molta.

Per approfondire:
Sanremo e il caso “Nutella stage”
Il Consorzio delle nocciole: non vogliamo Ferrero in Calabria
Nutella-Salvini, la risposta di Cia e Coldiretti

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