Alimentazione

Nutriscore, in Francia le patatine diventano più sane dell’olio extra vergine

Unaprol: i fastfood d’oltralpe dichiarano che un cucchiaio d’olio ha lo stesso valore per l’organismo di un hamburger molto farcito. Patuanelli:  il nostro un no senza mediazioni

di Emiliano Sgambato

Made in Italy, Patuanelli: "Al lavoro per bloccare Nutri-score"

2' di lettura

Diverse catene di fast food in Francia hanno adottato l’etichetta a semaforo, indicando come le patatine fritte sarebbero più salutari di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva che, a sua volta, avrebbe lo stesso valore per l’organismo di un hamburger molto farcito. Ad evidenzialo è Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano, nel definirla «l’ultima follia del Nutriscore». L’apporto di grassi di un panino ripieno di carne e salse varie, infatti, segnala il Consorzio, vale il semaforo giallo (lettera C) come l’extravergine d’oliva, mentre le patatine fritte il verde e una lettera B.

«È una situazione inaccettabile, un vero e proprio attacco organizzato ai danni dei prodotti di qualità simbolo del Made in Italy, in barba a qualsiasi evidenza scientifica, oltre che al buon senso – spiega il presidente di Unaprol, David Granieri – non possiamo accettare che venga svilito un prodotto, simbolo della Dieta Mediterranea, unanimemente considerato un farmaco naturale per le sue qualità antinfiammatorie e antiossidanti».

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Da qui l’invito di Granieri al Governo«a combattere strenuamente questo sistema ideato solo per danneggiare l’Italia e i suoi prodotti più importanti».

Il parere contrario all’etichetta a semaforo è stato intento ribadito dal Governo italiano, con il ministro per le politiche agricole Patuanelli a Bruxelles per il Consiglio agricoltura che ha ribadito come si tratti di un sistema di comunicazione molto immediato ma che non fornisce informazioni corrette al consumatore.

«Sulla nostra posizione non c'è mediazione – ha detto il ministro – siamo contrari a mettere un colore al cibo che non è sano o insalubre in quanto tale: occorre fare un ragionamento più ampio sulle diete, sull’utilizzo delle proteine animali e dei grassi, ma sempre in modo consapevole ed equilibrato. Non esiste un cibo che di per sé può avere un bollino rosso, arancione o verde. Pensare di dare un valore al cibo con una porzione standard da 100 grammi è assurdo perché non consumo 100 ml di olio d’oliva con la stessa frequenza con cui bevo 100 ml di Coca-Cola».

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