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Vaccini, partono le multe per i no vax over 50. La Lega vuole sospenderle

Scaduti i 180 giorni per giustificare il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale. Il Carroccio punta a rinviare le sanzioni per chi non è in regola a giugno 2023

Aggiornato mercoledì 30 novembre 2022 alle ore 14,10

(EPA)

3' di lettura

Mentre il mondo dei no vax attende la decisione della Consulta, attesa nelle prossime ore, chiamata a esprimersi sulla legittimità dell’obbligo vaccinale introdotto nel 2021 come strumento per arginare la pandemia da Covid, scatterà da giovedì 1 dicembre una montagna di sanzioni (sfiorano i due milioni) contro chi era tenuto a vaccinarsi contro il Covid e non l’ha fatto: scadono infatti i 180 giorni fissati per giustificare il mancato adempimento all’obbligo vaccinale. Si tratta di professori, operatori sanitari, forze dell’ordine e over 50 che dovranno pagare multe pari a 100 euro a testa.

La partita si gioca anche sul piano politico. La Lega punta a congelare fino al 30 giugno 2023 le multe previste per gli over 50 che non in regola con gli adempimenti vaccinali che scattano dal 1° dicembre.

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L’avversione al vaccino è stata più forte in alcune regioni: la maglia nera in termini di multe ai no vax over 50 va al Friuli Venezia Giulia, seguito dalla Calabria e dall’Abruzzo. Mentre tra i territori più virtuosi ci sono Puglia, Lazio, Toscana e Molise, con percentuali delle persone che si sono vaccinate almeno con due dosi che superano il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.

L’ipotesi congelamento

Il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo e quella in Commissione Giustizia, Erika Stefani, hanno firmato un emendamento al decreto legge che contiene la norma contro i “Rave party” che prevede la proroga del pagamento delle sanzioni (100 euro) per i “No Vax” al 30 giugno 2023. Un intervento che era stato annunciato dal governo e doveva essere inserito nel decreto Aiuti Ter. Ma poi era stato rinviato a un nuovo provvedimento rinviato a un nuovo provvedimento. Adesso la Lega ci riprova.

A “svelare” la proposta è stata Mariastella Gelmini, vicesegretario e portavoce di Azione: «Non bastava un sottosegretario alla salute che non si fida dei vaccini, non era sufficiente aver anticipato il rientro in corsia dei sanitari non vaccinati ha detto l’ex ministro del governo Draghi -: a confermare il pericoloso revisionismo di questa maggioranza sul tema Covid ecco che arriva la sanatoria per quanti (una esigua minoranza di italiani) non hanno ottemperato all’obbligo vaccinale. Un pessimo segnale e un insulto a quanti si sono responsabilmente sottoposti alla campagna vaccinale: ci aspettiamo dal ministro della Salute un sussulto pro-scienza e vogliamo sperare che arrivi il parere negativo del governo».

La multa da 100 euro

La sanzione da 100 euro, introdotta a inizio del 2022 per sostenere e rilanciare la campagna vaccinale, si applica agli ultracinquantenni che dall’8 gennaio scorso fino al 15 giugno non si erano vaccinati. Sanzione che va anche a medici e operatori sanitari, lavoratori impiegati in strutture residenziali, socioassistenziali e sociosanitarie, o ancora al personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, degli istituti penitenziari, delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori che, sempre alla data del 15 giugno 2022, non avevano iniziato il ciclo vaccinale primario, che non avevano ancora effettuato la seconda dose di completamento del ciclo vaccinale primario, nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal ministero della Salute o che non avevano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale (dose booster) entro i termini di validità del green pass. La platea di chi non è in regola è composta da 1,9 milioni di persone.

L’obbligo scaduto il 1° novembre

Inizialmente previsto solo per medici e infermieri dal decreto 44 del primo aprile del 2021, l’obbligo è stato via via esteso ad altre categorie (insegnanti, forze armate e di polizia), con relative sanzioni in caso di inadempimento, a partire dalla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Gradualmente poi è stato superato, con la discesa dei contagi: a giugno 2022 sono stati esentati over 50, professori e forze dell’ordine. Mentre dal 1° novembre non vale più per chi lavora in corsia, effetto del primo decreto del governo Meloni che ha voluto anticipare a quella data la scadenza che l’esecutivo Draghi aveva fissato al 31 dicembre, con l’obiettivo di ridare fiato a un sistema sanitario sotto organico con il recupero di 4mila medici no vax.

La protesta dei no vax

Mercoledì 30 novembre i no vax sono tornati a far sentire la loro voce con una protesta proprio davanti alla Consulta in nome della libertà di autodeterminazione: si sono ritrovati in una cinquantina da tutta Italia, con cartelli e tricolori stretti al collo. Mentre hanno manifestato in una piazza blindata dalle forze dell’ordine, dentro il Palazzo della Consulta è andata in scena la maxi udienza, con una quarantina di avvocati decisi a fare a pezzi il decreto 44 del 2021 che ha introdotto il vincolo.


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