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Obicà sul mercato: il fondo inglese vende fino all’80% delle quote

di Emanuele Scarci

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3' di lettura

Dopo sei anni d'investimento il fondo inglese Neo investment partners ha deciso di mettere sul mercato la catena di ristoranti Obicà Mozzarella Bar, pizza e cucina. La passione per la buona tavola italiana e le sue specialità cede il passo alla maturità dell'investimento, vagliando varie forme di cessione dell'asset. Peraltro Neo investment partners ha recentemente rilevato una quota di Victoria Beckham nel fashion business.
La catena di ristoranti conta su 24 punti vendita, di cui 10 in Italia e 14 all'estero, 5 nel Regno Unito, 5 negli Usa e 4 in Giappone. Tutti a gestione diretta, eccetto quelli nel Far east.

Mozzarella, prosciutto e pizza
Obicà non è un bar e non offre solo mozzarelle di Bufala Dop (sia pure nelle varianti delicata, intensa o affumicata). Ma ha in menu una selezione gourmet della gastronomia italiane: la pizza è fatta con farina macinata a pietra, i pomodori datterini, le acciughe di Cetara, il prosciutto dei suini dei Nebrodi, la mortadella di Prato, il salame Felino e tanti altri prodotti tipici della tradizione. In sintesi, si tratta di ristoranti di stile informale e moderno che offrono un'esperienza centrata sulla mozzarella di bufala campana Dop in abbinamento a prodotti artigianali di alta qualità.
“Il fondo Neo investment partners - sottolinea Davide Di Lorenzo, ceo di Obicà - sta vagliando tutte le possibilità di cessione totale o parziale del suo pacchetto di oltre l'80% delle azioni”. Una quota di minoranza è anche nelle mani del fondatore Silvio Ursini”. Ma sul mercato è il 100% della catena di ristoranti.

Trend in ascesa
Quale l'andamento della società? “Molto bene - assicura Di Lorenzo - comprese le due ultime aperture, a Milano Centrale e a Castel Romano. Nel 2017 siamo cresciuti, a rete corrente, dell'11% a 38 milioni. L'Ebitda, senza eventi straordinari, è di 3,5 milioni. Il piano industriale indica cento nuove aperture nel prossimo quinquennio, di cui alcune a prescindere dall'ingresso del nuovo azionista: per esempio, due a Roma. Inoltre il nostro franchisee giapponese sta per aprire il quinto ristorante, sempre a Tokio”.
Considerato che mediamente ogni ristorante necessita di un investimento di 650mila euro (ma varia molto da città a città) servirebbero 65 milioni? “No - sostiene Di Lorenzo - ne potrebbero servire al massimo 20-25, grazie all'autofinanziamento. Già dal 2018 potremo contare sull'autofinanziamento”. Di Lorenzo ha programmato le prossime nuove aperture all'estero in Francia e Germania “anche per una questione di apprezzamento della cucina italiana e per la fluidità della logistica”.

Sorprendente!
Nel dialetto napoletano Obicà vuol dire “Eccolo qua!”. Un modo per indicare qualcosa di sorprendente, appunto come una mozzarella gustosa.
Da Osaka a New York passando per Palermo, Di Lorenzo racconta che “nei ristoranti Obicà le materie prime, provenienti esclusivamente da fornitori selezionati in Italia, vengono lavorate nel Mozzarella bar, affacciato sulla sala. Il trasporto della mozzarella è garantito in due giorni, anche in Giappone: un costo rilevante ma indispensabile”.
Il prodotto più richiesto in Italia è la mozzarella di bufala, all'estero è, curiosamente, la burrata, che non è una mozzarella.
Nella filosofia Obicà la mozzarella è l'ingrediente principale, da assaporare rigorosamente al naturale senza aggiungere lavorazioni particolari. L'aspetto creativo sta nel ricercare sempre nuovi abbinamenti. Si può optare per una selezione di piattini come antipasto o in abbinamento alla mozzarella di Bufala come ad esempio la Bresaola della Valtellina Igp, la Mortadella di Prato o uno degli altri salumi in menù.
Nel Taglierino sono proposti insieme salame Felino, prosciutto di Parma, carciofi arrostiti, Casatica di Bufala e crostini. Chi è alla ricerca di qualcosa di sfizioso può provare le crocchette di patata e cime di rapa con acciughe di Cetara e mozzarella di Bufala affumicata o le mozzarelline fritte.

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