verso le elezioni

«Obiettivi e persone a rischio», Minniti alza la vigilanza sul voto

di Marco Ludovico

(ANSA)

2' di lettura

Marco Minniti alza la vigilanza in vista del voto. L’impegno delle forze di polizia diventa sempre più intenso. Il ministro dell’Interno e il capo del dipartimento di Pubblica sicurezza, Franco Gabrielli, sono in contatto continuo. Le indicazioni a questori e prefetti viaggiano a ritmo incessante. Come ormai le tensioni in piazza. Giovedì a Torino, bombe con i chiodi contro la Polizia di Stato. Ieri disordini a Pisa: 200 antagonisti hanno lanciato pietre, bastoni e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine a difesa del comizio del leader della Lega Matteo Salvini. Oggi a Roma tre cortei ad alto rischio. Più che esplicite le ultime direttive del Viminale ai prefetti. Risalgono a tre giorni fa, sollecitano un ulteriore impulso alle attività di prevenzione e di tutela dell’ordine pubblico. Le Digos delle questure sono mobilitate a pieno regime.

Ma in ogni provincia è fondamentale - le circolari lo ripetono più volte - anche il coordinamento con le altre forze di polizia. Le indicazioni dell’Interno, infatti, sono inviate anche ai comandi generali dell’Arma e della Finanza, guidati da Giovanni Nistri e Giorgio Toschi. Oltre all’ovvia esigenza di assicurare il «regolare svolgimento delle operazioni di voto» va garantita la massima efficacia dei dispositivi di protezione degli obiettivi sensibili e delle persone esposte a rischio, dice l’ultima nota dell’Interno. Il crescendo degli episodi di violenza politica moltiplica l’attenzione delle autorità di pubblica sicurezza, in fibrillazione fin dalle tensioni a Macerata.

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Lo scenario rende le indicazioni del Viminale del tutto prive di ritualità burocratica. La sorveglianza alle tipografie e i luoghi di custodia delle schede elettorali, per esempio, è prassi ultradecennale. Ora però assume valore diverso: qualche giorno fa, un collettivo universitario emiliano ha indetto una festa per ricompensare con una birra gratis chi strappa la scheda elettorale. E potrebbe esserci anche dell’altro, insomma. Al lavoro per la prevenzione delle minacce anche l’intelligence, Dis e Aisi. Poi nel Casa - il comitato analisi strategica antiterrorismo presieduto da Lamberto Giannini, direttore centrale Polizia di prevenzione - si condivide e si valuta ogni segnale e informazione critica. «Le elezioni devono essere garantite rispettando il principio di libertà e di sicurezza» ha detto ieri il ministro dell’Interno a Milano.

E Franco Gabrielli in una circolare di fine gennaio ai prefetti raccomandava di disporre ogni misura per «garantire il pieno esercizio delle libertà costituzionali e l’ordinato svolgimento delle pubbliche manifestazioni e dei comizi». Ma anche il 4 marzo lo sforzo delle forze di polizie sarà più ampio del solito. Fino a pianificare l’impiego di personale per i servizi di osservazione attorno ai seggi: destinati a intuire e scovare ogni criticità e attivare, nel caso, un pronto intervento. Mobilitati anche i sindacati di polizia. Dopo gli scontri di Torino «al di là dei professionisti del disordine mi auguro che le foto scioccanti della carne del poliziotto trafitta dai pezzi di metallo di una bomba carta possano fermare i troppi complici silenti di questa escalation di violenza» sottolinea Enzo Letizia (Anfp). «La politica prenda le distanze e predisponga un reato specifico con pena esemplare per questi violenti assassini» dice Felice Romano (Siulp). «Quei poliziotti potevano morire, questa violenza politica ricorda gli anni Settanta» denuncia Daniele Tissone (Silp Cgil).

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