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Occhi sulle utility, indiscrezioni e smentite su apertura Germania a debito Ue per caro energia

Si susseguono indiscrezioni e smentite sull'apertura della Germania a nuovo debito dell'Unione europea per contrastare la crisi energetica

di Stefania Arcudi

(EPA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settore delle utility sotto i riflettori, mentre si susseguono indiscrezioni e smentite sull'apertura della Germania a nuovo debito dell'Unione europea per contrastare la crisi energetica. Peraltro, come sottolinea Il Sole 24 Ore, se confermata, questa ipotesi darebbe ossigeno alla capacità di spesa dell'Italia, senza appesantire il debito. Questo nel contesto in cui il mercato delle risorse energetiche reagisce con crescente nervosismo agli attacchi russi in Ucraina, dove l'esalation del conflitto non sembra destinata ad esaurirsi in breve tempo. Intanto, i titoli del settore procedono a passo lento sia in Europa (-0,33% l'Euro Stoxx 600) sia in Italia, dove A2a ed Enel sono in discesa, così come Hera, Snam e Ternalo. Regge leggermente meglio Italgas.

Indiscrezioni contrastanti sulle intenzioni della Germania

Le indiscrezioni sono contrastanti: secondo Bloomberg il Governo tedesco avrebbe mostrato un diverso atteggiamento verso la possibilità di creare nuovo debito europeo per aiutare i paesi in maggiore difficoltà a contrastare la crisi del gas, ma Reuters ha invece smentito questa ipotesi, sostenendo che anche l'Unione europea sarebbe più cauta. Ad ogni modo, considerando che i fondi del Recovery Plan in gran parte non sono ancora stati utilizzati, il metodo da eventualmente utilizzare potrebbe essere quello di garanzie agli Stati membri come fatto durante la pandemia di Covid 19. Intanto, la Germania starebbe valutando un intervento da 91 miliardi di euro per affrontare la crisi del gas nel periodo da gennaio 2023 ad aprile 2024, assicurando un prezzo a 120 euro al megawattora per l'80% dei consumi 2021 delle famiglie e delle piccole imprese e a 70 euro al megawattora per le grandi imprese sul 70% dei consumi 2021. Si tratterebbe di riduzioni del 30% e 60% circa rispetto ai prezzi di mercato.

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Da oggi via agli incontri su piattaforma acquisti comune

Oggi inizieranno inoltre gli incontri dei ministri dell'Energia per una piattaforma di acquisto comune del gas e un meccanismo di controllo del prezzo. Una proposta non dovrebbe essere disponibile prima di martedì prossimo e dovrebbe poi essere valutata dai leader dell'Ue il 20-21 ottobre, per essere quindi discussa da un nuovo Consiglio dei ministri dell'Energia il 25 ottobre. «L'introduzione di un meccanismo per ridurre il prezzo del gas e misure di solidarietà a livello Ue sono molto importanti per evitare rischi sui receivables dei retailer energetici (Enel, A2A, Iren, Hera e Acea)», sottolineano gli analisti di Equita.

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