sale in zucca

Occhio ai conti: oltre al Covid c’è il “terremoto” delle contromisure

Dobbiamo prepararci a rimettere in sesto, almeno parzialmente, i bilanci dell'Azienda Italia. Anche per questo non possiamo più vivere alla giornata, governo “in primis”: ci attendono altre ore difficili

di Giancarlo Mazzuca

(dpa Picture-Alliance/AFP)

2' di lettura

Ci si abitua a tutto: anche all'emergenza continua. L'eccezionalità della situazione finisce, infatti, per alterare i normali parametri di valutazione. In tempi “ordinari”, ad esempio, sarebbero stati versati fiumi d'inchiostro sui maxi-interventi di Fed e Bce a sostegno dell'economia Usa e di quella Ue, così come si sarebbero scritti romanzi interi sui livelli particolarmente allarmanti di molti debiti pubblici, a cominciare da quello italiano.

Business as usual

Oggi sembra invece che tutte le misure eccezionali varate in questi mesi rientrino, quasi, nella “routine” quotidiana così come la situazione straordinaria che si è creata. Non è un caso che i mercati finanziari, spesso e volentieri, chiudano in rialzo come se tutto fosse normale. Ecco, se vogliamo analizzare meglio le differenze tra l'epidemia di colera a cavallo di novant'anni fa e la pandemia d'oggi ci sarebbe da sottolineare il fatto che, mentre quel contagio favorì il crollo di Wall Street del 1929, il “coronavirus” non ha provocato gli stessi terremoti finanziari come molti avevano temuto. Restando sul piano economico c'è, comunque, anche qualche analogia tra le due “pesti”.

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Lo Stato torna interventista

La più eclatante riguarda l'intervento dello Stato. Allora accadde nel 1933 con la nascita dell'Iri presieduto da Alberto Beneduce e quel varo riuscì, in qualche modo, a normalizzare il quadro economico del Paese. Ma oggi sta andando in onda lo stesso dramma con lo Stato costretto a massicci interventi, dall' ex-Ilva alla nuova Alitalia, che sono sempre più in mano pubblica. Di questo passo, non è azzardato prevedere che ci sarà presto la creazione di un Iri-bis.

Perché la domanda che adesso dobbiamo porci è: cosa succederà all'Azienda Italia quando si tornerà (speriamo presto) alla normalità post-Covid? Solo allora potremo fare l'esatto “check-up” sugli aiuti di Stato, sui sostegni a famiglie ed imprese, sugli interventi delle banche centrali. Per non parlare (quando verranno) dei soldi europei, che in parte saranno restituiti, del “Recovery Fund”. Solo allora potremo contare i morti e i feriti sul fronte economico ma è inutile illudersi: avremmo bisogno anche di un secondo vaccino che ci facesse guarire da tutte le conseguenze del terremoto provocato dal contagio.

Toccando ferro, dobbiamo, quindi, prepararci adeguatamente per cercare di rimettere in sesto, almeno parzialmente, i conti dell'Azienda Italia. Anche per questo non possiamo più vivere alla giornata, governo “in primis”: ci attendono altre ore difficili. Ma non perdiamo l'ottimismo: che il 2021 ci faccia davvero voltare pagina a 360 gradi.


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