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Occupazione Femminile, resta il divario Nord-Sud

di Centro studi Tagliacarne

2' di lettura

Le regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) ancora una volta non recuperano il gap che le separa dal resto del Paese quanto a occupazione e, soprattutto, quanto ad occupazione femminile.

Con riferimento alla popolazione 15-64 anni, il tasso di occupazione si attesta a giugno 2022 al 46,5% contro il 60,5% medio nazionale. Tutte le regioni dell'area meridionale registrano un tasso occupazionale inferiore al dato medio nazionale, anche se la Sardegna (55,8%) e la Basilicata (52,3%) mostrano valori più confortanti rispetto alle altre regioni del Sud, soprattutto, rispetto alla Calabria (43,9%) e alla Sicilia (42,9). Non particolarmente positivi neppure i dati di Campania (45,0%) e Puglia (49,6%). Permane un consistente divario tra occupazione maschile e femminile. Nel Sud il tasso di occupazione femminile si attesta al 34,0% (rispetto al 51,4% nazionale) e si distanzia di ben 25 punti percentuali dal tasso di occupazione maschile, pari al 59,1% (pur sempre più basso di 10 punti percentuali rispetto al corrispondente dato nazionale). La Sardegna è la regione meridionale che mostra la migliore performance; qui, quasi una donna su due ha un occupazione (il 46,9%), in notevole stacco soprattutto rispetto alla Calabria (dove il tasso di occupazione femminile si attesta al 31,9%), alla Campania (31,4%) e alla Sicilia (31,3%).

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Tuttavia qualche segnale incoraggiante deriva dalle informazioni del Sistema Informativo Excelsior (excelsior.unioncamere.net), realizzato da Unioncamere e Anpal, dalle quali emerge la tendenza da parte delle imprese del Sud ad assumere con contratto almeno pari a tre settimane quasi 318 mila lavoratori nel periodo settembre-novembre 2022 (27 nuovi lavoratori nel comparto extra-agricolo ogni 1.000 residenti in età 15-64 anni, a fronte di un valore di 37,5 per il complesso del Paese).

Nel solo mese di settembre sono previsti più di 114 mila e cinquecento nuovi ingressi nel mercato del lavoro, per più dell'80% concentrati in tre sole regioni: Campania (39.250 assunzioni previste; 10,7 ogni 1.000 residenti), Sicilia (27.830; 9,1 ogni 1.000 residenti) e Puglia (25.680; 10,3 ogni 1.000 residenti). Si sfiorano i 10 mila ingressi in Sardegna mentre le assunzioni previste in Calabria sono 8.500 e quelle previste in Basilicata, 3.300. I lavoratori in entrata saranno soprattutto impiegati, professionisti commerciali ed operai specializzati e saranno assorbiti nei settori dei servizi più che nella manifattura.

Napoli è la provincia del Sud più dinamica, con 20.590 nuove assunzioni previste nel mese di settembre e più di 57 mila nuovi ingressi previsti nel trimestre settembre-novembre. Seguono i numeri di Bari (rispettivamente 12.180 e 33.450 ingressi) e Palermo (7.800 e 21.420 ingressi). Meno attive la provincia di Enna (660 nuovi ingressi), le province sarde di Nuoro e Oristano (rispettivamente 750 e 690 nuovi ingressi) e quelle calabresi di Crotone e Vibo Valentia (780 e 630).

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