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Occupazione, rimbalzo incoraggiante ma pesano le incognite Cig, licenziamenti e telelavoro

Il dato positivo va letto al netto della stagionalità che comunque resta anche in un anno così drammatico

di Davide Colombo

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Il dato positivo va letto al netto della stagionalità che comunque resta anche in un anno così drammatico


2' di lettura

Dopo luglio, anche nel mese di agosto è proseguito il recupero dell'occupazione e delle ore lavorate pro capite. Il dato Istat è coerente con le previsioni di un rimbalzo a doppia cifra del Pil nel terzo trimestre, dopo la perdita di 17 punti nei primi sei mesi dell'anno, segnati dalle chiusure delle attività per contenere i contagi. Il dato è dunque incoraggiante ma va letto, al netto della stagionalità che comunque resta anche in un anno così drammatico, tenendo conto che sono in campo due misure straordinarie di contenimento del rischio disoccupazione: la Cig estesa con causale Covid-19 e il blocco dei licenziamenti.

Solo dopo l'uscita da questi due mega-salvagenti si potrà davvero capire su quali nuovi equilibri tornerà a puntare il nostro mercato del lavoro. Per non parlare degli effetti di più lungo corso che pure dobbiamo aspettarci, in termini di forze di lavoro, dal ritorno a una nuova normalità dopo il ricorso a diffuse forme di telelavoro più o meno organizzate

La previsioni di Ref. Ricerche

Sul dato congiunturale ecco l'opinione che Fedele De Novellis, di Ref. Ricerche, ha dato al Sole 24 Ore: «Agosto replica, accentuandola, una tendenza che era già emersa in giugno-luglio: i livelli occupazionali hanno iniziato già a recuperare, riducendo il gap rispetto ai livelli pre-crisi a circa 400mila posti. Una perdita rilevante, ma comunque molto contenuta se si considera il crollo del Pil e, quello, contestuale, della domanda di lavoro». Ref. in media d'anno stima una riduzione di circa 600mila occupati e una caduta di oltre due milioni se misurati in termini di unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula). Ma se il trend di miglioramento del mercato proseguisse il risultato finale potrebbe anche essere migliore. «Un aspetto significativo dei dati dei mesi estivi - dice ancora De Novellis - è che si sta anche “normalizzando” il numero delle ore lavorate pro-capite, oramai molto vicino a quello di agosto 2019. Questo potrebbe portare a stimare che anche la caduta della domanda di lavoro (in termini di ore lavorate), che nel secondo trimestre è stata di quasi il 20 per cento, cioè circa cinque milioni di persone equivalenti, sta rapidamente recuperando, e che già nel terzo trimestre la perdita sarebbe solo poco superiore al milione e mezzo di unità di lavoro equivalenti».

L'ultimo scenario macro di Intesa San Paolo

Nell'ultimo scenario macro di settembre dell'Ufficio studi di Intesa San Paolo segnala che l'impatto della crisi sul tasso di disoccupazione potrebbe tuttavia intensificarsi proprio nei prossimi mesi, man mano che verrà meno l'effetto delle misure governative. La loro stima è che il tasso dei senza-lavoro possa toccare un picco nei primi mesi del 2021, riavvicinandosi al precedente massimo storico (13%). L'UpBilancio nelle previsioni pubblicate in agosto è più ottimista e vede un tasso di disoccupazione al 10,7 quest'anno, con una perdita di Ula del 8,9% e del 11,8% l'anno prossimo, nonostante un recupero delle unità di lavoro a tempo pieno del 4,3%

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