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Ocse, in Italia il mercato dei capitali non decolla. Serve piano d’azione e regole certe

L’Ocse consiglia inoltre di potenziare la Consob per assicurare che possa svolgere al meglio il suo ruolo di Autorità di regolamentazione del mercato dei capitali

di Gerardo Graziola


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(alexandro900 - stock.adobe.com)

3' di lettura

Sviluppare un mercato dei capitali moderno e competitivo è cruciale per la crescita di un paese come l'Italia che, tuttavia, dopo anni di sforzi con incentivi fiscali, crediti d'imposta, minibond e pir, si ritrova ancora con un mercato gracile, incapace di intercettare i grandi flussi di capitali privati e, anzi, con la frustrazione di assistere alla 'fuga' del risparmio italiano, per circa 190 miliardi, che esce per finanziare il capitale di rischio delle imprese oltre confine.

Questa l'analisi dell'Ocse che prova, in uno studio presentato oggi al Tesoro dal Segretario generale Angel Gurria, a dipanare la matassa con un piano di azione da proporre al Governo. Si va dall'aumento del flottante, indispensabile ad alzare la percentuale dei titoli italiani nell'Msci Europe Index e, di conseguenza, la quota di asset italiani nei portafogli dei gestori istituzionali, alla promozione della quotazione di imprese pubbliche locali sul listino principale di Piazza Affari. Potenziare il ruolo della Consob è un altro suggerimento. Le singole misure, tuttavia, osserva l'Ocse, non bastano se non si tiene a mente che l'ecosistema del mercato dei capitali ha un equilibrio delicato; serve allora un quadro di riforme «coerente, inequivocabile e prevedibile» che consenta a investitori, aziende e imprenditori di impegnarsi in investimenti a lungo termine.

Promuovere quotazione delle aziende pubbliche locali sull'Mta
L'Ocse rileva come grazie all’introduzione del programma Elite e al lancio e consolidamento dei mercati ExtraMot Pro e Aim, le imprese italiane abbiano aumentato il proprio ricorso al collocamento privato. Tuttavia l’attuale incompletezza ed incoerenza del quadro normativo, unita a meccanismi insufficienti per promuovere la partecipazione dei soggetti privati, continua a limitare il mercato del collocamento privato ai grandi investitori istituzionali e priva una platea considerevole di potenziali investitori privati dell’opportunità di investimento diretto in società a rapida crescita. Per sciogliere questo nodo l'Ocse propone di introdurre norme «per fornire certezza normativa in materia di responsabilità degli intermediari finanziari nelle operazioni con gli investitori individuali qualificati, secondo la definizione del Tuf, e anche ampliare la platea per gli investimenti negli asset dedicati ai qualificati. Altre proposte dell'Ocse vanno nella direzione di favorire la quotazione nei mercati regolamentati. Un suggerimento è quello di favorire l'avvicinamento alla quotazione di un'impresa con il meccanismo del sondaggio del terreno, ossia misurare l’interesse degli investitori verso una potenziale offerta, prima di impegnarsi a sostenere le spese legate alla preparazione della domanda di ammissione nonché alla procedura di approvazione del prospetto. Si potrebbe poi promuovere la quotazione di imprese pubbliche locali e istituti finanziari sul mercato Mta di Borsa Italiana. Per le quotate di minori dimensioni, altra proposta, si può introdurre un meccanismo che incentivi la copertura degli analisti, essenziale per la loro visibilità e quindi per la liquidità sul titolo. Il Governo, suggerisce il rapporto dell'organismo internazionale, potrebbe favorire la copertura degli analisti con un sistema di crediti d'imposta simile a quello introdotto per le ammissioni a quotazione delle pmi.

Potenziare la Consob
L’Ocse consiglia inoltre di potenziare la Consob per assicurare che possa svolgere al meglio il suo ruolo di Autorità di regolamentazione del mercato dei capitali. Nel capitolo dedicato al potenziamento della Consob, il primo passo suggerito è però promuovere, da parte del Governo, un'autovalutazione della Consob, supportata da un parere indipendente, per verificare «la capacità e il funzionamento» dell'Autorità stessa. Un'analisi basata sulle best practices internazionali, dalla quale non dovrebbero sottrarsi nè la Commissione guidata da Paolo Savona nè le Divisioni in cui è organizzata l'Autorità di via Martini. Potenziare la Consob per l'Ocse vuol dire darle la «capacità di attrarre, curare la formazione e assicurare la fidelizzazione di personale di elevato calibro» nonchè «analizzare l’efficienza dell’attuale politica sul periodo di cooling-off con riferimento alla dirigenza», ossia il periodo di 'raffreddamento' prima che gli ex dirigenti Consob possano assumere incarichi nel settore privato, ivi incluse le opzioni di remunerazione durante tale periodo. Altra proposta di potenziamento dell'Autorità riguarda le forme di mobilità del personale con altre parti della pubblica amministrazione, nonché la rimozione dei «punti di debolezza» nella tutela dei funzionari di via Martini in caso di controversie.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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