Outlook

Ocse: migliora Pil mondiale a 5,6% in 2021. Accelerare produzione e uso vaccini a livello globale

Spicca la performance del Pil Usa, che sulle ali del nuovo piano da 1.900 miliardi di dollari, è previsto in crescita del 6,5% quest'anno, con un innalzamento di 3,3 punti percentuali rispetto alle stime dello scorso dicembre

Cina, governo punta a una crescita del Pil sopra il 6% nel 2021

4' di lettura

Le prospettive dell'economia mondiale sono decisamente migliorate negli ultimi mesi, grazie alle campagne vaccinali, agli annunci di nuovi piani di stimolo fiscale e anche perché le economie riescono a far fronte in modo migliore alle restrizioni per contrastare il Covid-19.
Alla luce di «una ripresa più rapida del previsto», l'Ocse ha alzato in modo sostanziale le sue previsioni per la salute economica del pianeta, aumentando a +5,6% la stima di crescita globale per quest'anno, con un incremento di ben 1,4 punti rispetto alle proiezioni di dicembre e a +4% per il 2022, con un miglioramento di 0,3 punti.

La spinta che arriva dagli Usa

L'Interim Economic Outlook dell'Organizzazione evidenzia la spinta che giunge dalla ripresa Usa, grazie soprattutto al super-piano Biden, mentre rileva che in Europa nel 2021 lo stimolo “appare relativamente blando”.
Spicca, in effetti, la performance del Pil Usa, che sulle ali del nuovo piano da 1.900 miliardi di dollari, è previsto in crescita del 6,5% quest'anno, con un innalzamento di 3,3 punti percentuali rispetto alle stime dello scorso dicembre, a livelli di crescita quasi ‘cinesi'. Riviste al rialzo (di mezzo punto) anche le previsioni per il Pil Usa del 2022, che sale al 4%. Tra gli altri big, l'area euro segna +3,9% (+0,3 punti rispetto a novembre) quest'anno e +3,8% nel 2022 (+0,5 pp).

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Cina in crescita del 7,8%

La Cina è vista in crescita del 7,8% nel 2021 (-0,2 punti) e del 4,9% (previsione invariata). Il Pil indiano dovrebbe balzare del 12,6% quest'anno (+4,7 punti rispetto alle stime precedenti) e del 5,4% il prossimo (+0,6 pp).
Il Pil globale dovrebbe riportarsi alle posizioni pre-pandemia entro la metà del 2021, tuttavia – sottolinea l'Ocse - nonostante il miglioramento dell'outlook complessivo, produzione e redditi in molti Paesi alla fine del 2022 resteranno ancora al di sotto dei livelli attesi prima della pandemia.

Politica monetaria resti accomodante, inflazione di base contenuta

Ci sono in effetti segnali di sempre maggiori di divergenze tra Paesi e settori, evidenzia l'Ocse nell'Interim Outlook. Le misure di contenimento del virus nel breve termine colpiscono soprattutto le economie in cui è maggiore il peso dei servizi inter-personali, come il turismo, mentre altre si avvantaggiano di una maggiore rapidità della campagna vaccinale, di efficaci politiche sanitarie e di un forte sostegno fiscale. In effetti, le stime per la Gran Bretagna, prima della classe in Europa per le vaccinazioni, sono state riviste al rialzo di 0,9 punti per il 2021 a +5,1% e di 0,6 punti nel 2022 a +4,7%.

Il rapporto sottolinea come il sostegno fiscale fornito dagli Usa sia “considerevolmente più ampio” rispetto agli altri Paesi: alle misure approvate a dicembre per 900 miliardi di dollari (pari al 4% del Pil) si va ad aggiungere l'American Rescue Plan da 1.900 miliardi, pari a circa l'8,5% del Pil, che da solo se sarà attuato in toto darà una spinta alla domanda aggregata di 3-4 punti percentuali nel primo anno completo della sua implementazione e avrà ricadute positive anche sui partner commerciali, a cominciare da Canada e Messico, ma anche per la Ue (fino a mezzo punto di Pil in più).

Per contro, per l'Ocse appare “relativamente blanda” la spesa prevista in Europa per il 2021, dove i fondi del Next Generation Fund cominceranno ad arrivare alla fine di quest'anno, con un impatto dello stimolo fiscale discrezionale pari solo a circa l'1% del Pil nella zona euro.

Mercato del lavoro ancora in crisi

Il rapporto sottolinea le persistenti difficoltà del mercato del lavoro, in lenta ripresa. Nei Paesi Ocse, in particolare, ci sono 10 milioni di disoccupati in più rispetto all'ante-pandemia, i tassi di occupazione sono diminuiti e le ore lavorate restano del 5% al di sotto del pre-Covid.
Il rapporto rileva anche l'aumento delle pressioni sui mercati delle materie prime per la ripresa della domanda e per difficoltà temporanee nelle catene di approvvigionamento, ma – sottolinea – “l'inflazione sottostante resta lieve, frenata dalla capacità produttiva non utilizzata”.
La raccomandazione è quindi di mantenere le attuali politiche monetarie “molto accomodanti” e di permettere uno “scostamento temporaneo dell'inflazione complessivo, sempre che le pressioni sottostanti restino contenute”.

Così come devono continuare le politiche di supporto finchè persisterà la crisi sanitaria. “Bisognerebbe evitare di ritirare in modo brusco e prematuro il sostegno fiscale, come è stato fatto dopo la crisi finanziaria, mentre le economie sono ancora fragili e la crescita resta frenata dalle misure di contenimento e dalla lentezza nelle vaccinazioni.
La raccomandazione è che comunque il supporto sia “ben mirato” ai settori più colpiti e faciliti la riallocazione di lavoro e capitale.

Priorità ad accelerare produzione e uso vaccini a livello globale

La principale priorità a livello globale, sia epidemiologica sia economica, deve essere quella di assicurare che i vaccini contro il Covid-19 siano prodotti e utilizzati il più rapidamente possibile per la popolazione adulta.
Su questo insiste l'Ocse nell'Interim Economic Outlook.
Deve essere fatto tutto il possibile per rafforzare la capacità di vaccinare nel modo più rapido ed assicurare che le forniture disponibili siano usate completamente quando vengono consegnate, indica lo studio, sottolineando che “in caso contrario aumenteranno i costi economici e sociali di lungo termine causati dalla pandemia”.
Gli sforzi nazionali devono essere accompagnati da una maggiore cooperazione e da finanziamenti globali per assicurare che i vaccini siano disponibili in tutto il mondo. Se il virus non sarà soppresso a livello globale aumenta il rischio di nuove e più minacciose mutazioni. “Le risorse necessarie per fornire il vaccini ai Paesi a basso reddito sono piccole se paragonate ai guadagni derivanti da una ripresa mondiale più forte e rapida”, è il messaggio dell'Ocse.

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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