il nuovo Rapporto sulla scuola

Ocse: Ripensare i sistemi scolastici

In tema di istruzione il mondo non è più diviso tra Paesi ricchi e Paesi poveri

di Flavia Foradini

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(Pierpaolo Scavuzzo / AGF)

In tema di istruzione il mondo non è più diviso tra Paesi ricchi e Paesi poveri


2' di lettura

Nella prefazione al nuovo Rapporto Ocse sulle politiche scolastiche (Effective policies, Successful Schools. PISA Vol. V), oltre a ribadire le significative esortazioni già formulate in precedenti volumi del Rapporto PISA 2018, il segretario generale Angel Gurria avverte: “I dati in nostro possesso ci dicono che in tema di istruzione il mondo non è più diviso tra Paesi ricchi e Paesi poveri”.

Anche se i giovani con sfondi famigliari agiati tendono ad avere meno difficoltà di riuscire nel mondo del lavoro “il livello di sviluppo economico riesce a spiegare meno di un terzo degli esiti educativi dei vari Paesi”.

Strategie vincenti

Dunque le strategie vincenti vanno cercate in un'azione concertata su più livelli e l'invito a legislatori, governanti e operatori del settore è di mettere a disposizione risorse umane e materiali adeguate, e infrastrutture consone; ma significa anche una sinergia tra autonomia scolastica e gestione centrale; un focus sull'equità e l'inclusione, e la capacità di aiutare gli adolescenti ad imparare a “leggere” la realtà che li circonda, attrezzandoli con strumenti critici per filtrare risposte affidabili ai loro quesiti: “Dobbiamo fornire loro una bussola efficace per navigare nel mondo che li aspetta, riuscendo a coniugare l'Intelligenza Artificiale con le abilità cognitive, sociali, emotive. L'Intelligenza Artificiale amplifica sia le idee buone e le buone pratiche, sia il loro contrario, perché è eticamente neutra. Ma essa è sempre nelle mani di persone che neutrali non sono. Dipenderà da noi saper utilizzare la tecnologia per creare un mondo migliore, con l'aiuto della nostra immaginazione, della nostra consapevolezza e del nostro senso di responsabilità”.

Spunti per plasmare sistemi educativi efficienti

In termini di dati, nelle sue 330 pagine il volume V appena rilasciato consente spigolature che possono fornire utili orientamenti.Nei questionari PISA gli studenti quindicenni hanno indicato tre elementi che influenzano fortemente la loro esistenza: la qualità della loro quotidianità a scuola, il rapporto con i genitori e il loro grado di soddisfazione sul proprio aspetto esteriore. Nella prova di lettura, chi frequenta licei ha in media un vantaggio di 30 punti rispetto agli studenti di scuole a vocazione professionale, e gli studenti delle scuole pubbliche spuntano 13 punti in più degli utenti di scuole private.Le scuole in cui i ragazzi possono fermarsi per svolgere i compiti dopo l'orario scolastico, fanno registrare mediamente risultati migliori in lettura, matematica e scienze.Un maggior numero di computer a scuola non genera necessariamente un migliore apprendimento. Nell'abilità di lettura si è riscontrato un peggioramento significativo degli esiti in 14 Paesi.In tema di docenti e addetti a disposizione, i top performer sono Lussemburgo, Germania e Giappone. L'Italia è sotto la media OCSE (come pure nella frequenza di corsi di aggiornamento). Oltre un quarto dei quindicenni italiani non viene aiutato nell'orientamento ad una carriera.Un aspetto cruciale in tempi di pandemia: solo poco più della metà delle scuole in Paesi OCSE dispone di ben funzionanti piattaforme di didattica a distanza.

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