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Scuola, Ocse: «Investimenti ancora bassi, insegnanti sottopagati e troppo anziani»

La fotografia sulla scuola italiana conferma i nodi storici: tra il 2015 e il 2022 gli stipendi tabellari dei docenti sono diminuiti del 4 per cento.

di Claudio Tucci

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2' di lettura

L’Italia continua a spendere poco e male per gli studenti, e la classe docente è sottopagata e con una elevata età media. Il rapporto Ocse “Education at a glance 2023” presentato al ministero dell’Istruzione e del merito, alla presenza del ministro Giuseppe Valditara, conferma i nodi storici della scuola del Paese. A cominciare dallo scarso investimento in istruzione. Nel 2020, infatti, i paesi Ocse hanno speso in media il 5,1% del loro Pil per gli istituti di istruzione dal livello primario a quello terziario. In Italia la quota corrispondente era pari al 4,2% del Pil.

Insegnanti sottopagati

C’è poi la questione salariale, che per i docenti inizia a diventare importante. Nella maggior parte dei paesi Ocse gli stipendi dei docenti negli istituti pubblici aumentano proporzionalmente al grado di istruzione in cui insegnano, nonché in funzione degli anni di esperienza. In media, gli stipendi tabellari annui degli insegnanti della scuola secondaria superiore (nei percorsi a indirizzo liceale) in possesso della qualifica più diffusa e con 15 anni di esperienza sono pari a 53.456 Usd in tutta l’area Ocse. In Italia la retribuzione corrispondente adeguata in funzione del potere d’acquisto è di 44.235 Usd, pari a 32.588 euro.

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Perdita di potere d’acquisto

Non solo. Tra il 2015 e il 2022 gli stipendi tabellari degli insegnanti della scuola secondaria superiore a indirizzo liceale (in possesso della qualifica più diffusa e con 15 anni di esperienza) sono diminuiti in termini reali in circa la metà di tutti i paesi Ocse con dati disponibili. Sempre nello stesso periodo, in Italia gli stipendi degli insegnanti della scuola secondaria superiore sono diminuiti del 4%.

Rapporto docente/alunni tra i più bassi

Insomma, stipendi più bassi e che fanno fatica a crescere. Forse anche perché il corpo docente italiano è piuttosto numeroso. In media nei paesi Ocse, evidenzia lo studio dell’Ocse, in termini equivalenti a tempo pieno, si contano 14 studenti per ogni membro del personale docente dei percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo liceale e 15 studenti per membro del personale docente dei percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo tecnico-professionale. In Italia, in termini equivalenti a tempo pieno, vi sono 11 studenti per membro del personale docente nei percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo liceale, vale a dire un livello inferiore alla media Ocse. Nei programmi di istruzione secondaria superiore a indirizzo tecnico-professionale, in termini equivalenti a tempo pieno, vi sono 9 studenti per ciascun membro del personale docente (anche qui, un valore al di sotto della media Ocse).

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Età media elevata

Un altro fattore da segnalare è l’età media degli insegnanti, che da noi è piuttosto elevata. In Italia il 61% dei docenti dei percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo liceale ha un’età pari o superiore a 50 anni, rispetto alla media Ocse del 39%. I docenti dei percorsi a indirizzo professionale sono più giovani rispetto ai loro colleghi dei percorsi a indirizzo liceale, di cui il 59% ha un’età pari o superiore a 50 anni (43% in media in tutta l’area Ocse). In Italia il personale docente è prevalentemente di sesso femminile nell’istruzione pre-primaria (solo l’1 % del personale docente dell’istruzione pre-primaria è di sesso maschile). Nell’istruzione terziaria oltre il 60 % del personale è costituito da uomini.

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