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Arriva in Italia il visore di realtà virtuale Oculus Quest. La prova

di Luca Tremolada


Come funziona Oculus Quest

4' di lettura

Oculus Quest e Oculus Rift S, i due nuovi visori di realtà virtuale presentati ufficialmente nei mesi scorsi durante l'evento F8 di Facebook sono arrivati in Italia. Il più interessante è Oculus Quest, quello che a tutti gli effetti vuole essere la prova di maturità della virtual reality. Noi lo abbiamo provato e vi spieghiamo perché anche se non sarà un nuovo Big bang è davvero un salto in avanti.

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La novità. È senza fili, perché non ha bisogno di un computer per funzionare e ha due controller. È stato ridisegnato il sistema di tracciamento della posizione: quattro sensori esterni, uniti ai sensori dei controller governano il tracking degli oggetti e l’interazione delle mani. E poi, registra e trasmette. In questo senso è la piattaforma social di cui parlava Zuckerberg quando ha acquistato l’azienda Oculus nel 2014 per 2,5 miliardi di dollari.

Come è fatto. Come posizionamento diciamo che sta in mezzo tra Oculus Go che rappresenta la versione light o di ingresso alla realtà virtuale e Oculus Rift S, quella più professionale (che uscirà il 21 maggio). Agli angoli della maschera troviamo quattro fotocamere grandangolari. Mentre lo schermo per occhio è un Oled con una risoluzione 1600 x 1440 pixel e un refresh rate di 72 Hz. Quindi tutto molto buono. I giochi e le esperienze in Vr non sono processate da un computer e neppure da un telefonino posizionato a modi display sul visore ma da un processore SoC Snapdragon interno.

Cosa ne pensiamo. La percezione dell’ambiente circostante è stata migliorata. L’«immersività» è paragonabile a quella di Playstation Vr. Non siamo però ai livelli di Htc Vive o dello stesso Oculus Rift S. Tuttavia, hai il controllo di quello che capita intorno a te (a patto di non avvicinare troppo i controller alla testa, ma questo accade anche con gli altri dispositivi). In compenso il visore è davvero leggero e facilmente configurabile (si scarica l'ultima versione dell'app Oculus e si accede a un menu navigabile con i controller e lo sguardo in modo intuitivo). Non dico che il tempo vola, ma non senti il bisogno di liberartene dopo le sessioni di gioco. Sorprendenti sono i controller e la sensazione di tatto virtuale con il digitale. I tecnici di Oculus hanno davvero lavorato molto e bene sul design dei controller e sull’esperienza di manipolazione con gli oggetti in tre dimensioni. In temini di rendering resta migliore l’esperienza con i visori collegati al pc ma con Oculus Guest si può finalmente giocare anche a giochi di fascia alta senza la preoccupazione del filo o di un ambiente dedicato. Lascia invece un po’ perplesso lo spazio in memoria dove scaricare giochi e video e il prezzo. Per il 64 Gb servono 449 euro. Per il 128 Gb sono 549 euro. Meglio il 128 Gb. Si possono acquistare sul sito di Oculus o su Amazon

I giochi e le esperienze in Vr. Abbiamo provato Dead and Buried II (Gunfire) una specie di sparatutto multiplayer ad ambientazione Wester, un gioco musicale GamesBeat Saber (Beat Games) e Sports Scramble dove si gioca sempre in modalità a più giocatori a rivisitazioni di sport tradizionali. Non sono riusciti e non riusciranno mai a cancellare la chinetosi (quella sensazione di malessere e nausea che varia da soggetto a soggetto provocata dall’illusione del movimento indotta dalla Vr). Tuttavia, i giochi sono sempre di più progettati per tenere conto di questi effetti. Inoltre, i controller e la possibilità di gestire meglio lo spazio che ci circonda rende l’esperienza della gestine dei contenuti piacevole.

Il casting. Puoi trasmettere da Oculus Quest al tuo telefono utilizzando l'app

Oculus, o alla tua tv utilizzando un dispositivo di casting supportato. Il casting, si legge nella nota, verrà lanciato in beta su Quest, quindi inizialmente supporterà solo dispositivi NVidia Shield, Chromecast Ultra o Chromecast Gen 3. Attenzione, i video e le foto sono ottimizzati per la condivisione sui social media quindi non aspettatevi prodotti per uso professionale (la risoluzione non è standard (1024 x 1024) e l'audio non è sempre perfetto).

Ritorna la scomessa della realtà virtuale. Finora la realtà virtuale è rimasta nel gaming una esperienza di nicchia. L'unico big delle console che ha dimostrato di crederci davvero è stato Playstation. Nel 20116 hanno lanciato il loro visore, Playstation Vr. In tre anni ne hanno venduti oltre 4 milioni di pezzi.  Per avere una idea del successo dell'iniziativa contate che le Ps4 in giro per il mondo sono sopra quota 90 milioni. In percentuale non è moltissimo ma abbastanza per spingere Sony a rinnovare la line-up di giochi per la Vr. Nonostante quindi gli alti e bassi i prezzi sono scesi e chi programma in realtà virtuale ha imparato qualche importante lezione su come evitare chinetosi o esperienze inutilmente ambiziose. Per ora è presto per definirla una tecnologia mainstream. Ma la vocazione social del caschetto con Oculus Guest è più reale che mai.

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