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Offerta cinese per il gruppo Plasmon. Sfida al re della marmellata Hero

di Carlo Festa


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2' di lettura

È diventata una sfida fra gruppi industriali esteri quella per la conquista del gruppo Plasmon, marchio storico Made in Italy dell’alimentazione per bambini. Il colosso quotato statunitense Kraft Heinz ha infatti deciso di cedere la controllata e ormai da qualche mese sta procedendo un processo gestito dai banker londinesi di Jp Morgan, che contattata non ha commentato: alla fine, secondo indiscrezioni, sarebbero restati in gara soltanto due gruppi industriali, mentre l’unico private equity in corsa, cioè Pai Partners, si sarebbe messo in stand-by e avrebbe deciso di uscire per ora di scena.

Secondo fonti finanziarie, a Kraft Heinz sarebbe arrivata l’offerta da parte di un gruppo cinese, che starebbe a questo punto portando avanti le trattative per l’acquisizione. Altro concorrente in gara sarebbe la multinazionale elvetica Hero, gigante del settore famosa in Italia soprattutto per le marmellate ma ben diversificata in numerosi settori.

Il processo sembra in una fase cruciale. È probabile che Kraft Heinz decida nelle prossime settimane se proseguire con un solo soggetto in esclusiva oppure se interrompere momentaneamente l’asta. Il nodo da risolvere resta infatti il prezzo di cessione di Plasmon: la multinazionale statunitense ha attese assai elevate (si dice attorno ai 700 milioni di euro), mentre i potenziali compratori si sono attestati su valori più bassi. Se le attese di prezzo non verranno confermate, è dunque possibile che Kraft Heinz interrompa il processo e mantenga il gruppo italiano in portafoglio.

Sarebbe un dietro-front rispetto alle decisioni prese a marzo scorso, quando il gruppo controllato dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffet (26,7%) e dalla holding di investimento brasiliana 3G Capital di Jorge Paulo Lemann (22,15%) ha deciso di infatti vendere alcuni dei suoi marchi a livello globale, compreso appunto Plasmon, all’interno di una politica di razionalizzazione del gruppo.

Plasmon in Italia produce nello stabilimento di Latina, dopo aver venduto nel 2015 quello di Ozzano Taro (Parma) al gruppo Newlat. Plasmon genera ricavi per circa 200 milioni e un ebitda di circa 50 milioni. È un marchio storico del settore ma deve fronteggiare due fattori negativi: è infatti presente quasi esclusivamente sul mercato italiano con i suoi prodotti e, proprio in virtù di questa caratteristica, deve affrontare il calo delle nascite nel Paese.

L’acquisizione di Plasmon avrebbe dunque senso all’interno di una strategia industriale, mentre ha meno giustificazioni finanziarie, motivo per cui dal processo sono usciti i grandi private equity. Per Hero l’operazione potrebbe avere questa valenza. L’azienda elvetica, che conta oltre 3.700 dipendenti ed è presente in 30 Paesi, opera in quattro differenti aree: frutta, alimenti per l’infanzia e per celiaci, barrette ai cereali e decorazioni per dolci. I suoi mercati principali sono la Germania, la Spagna, il Nord Europa e, appunto, la Svizzera. Ha un giro d'affari globale di un miliardo e 400 milioni, di cui 34 conseguiti in Italia, dove è il terzo player del settore marmellate e confetture dopo Rigoni di Asiago e Zuegg, con una quota di mercato dell’8%. Attualmente Hero punta ad ampliare il business degli alimenti per l'infanzia e proprio con questo scopo ha sottoscritto un’alleanza con il gruppo farmaceutico italiano Angelini.

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