«Pinocchio», «lecca piedi», «buffone»: ecco quando l’offesa diventa diffamazione

6/12OLTRE IL DIRITTO DI CRITICA

Offese sui manifesti elettorali

(© mario bonotto)

I politici che affiggono manifesti contro l'avversario definendolo come «falso, bugiardo, ipocrita e malvagio» non commettono diffamazione. Per la Cassazione (sentenza 317 del 9 gennaio 2018), le frasi, seppur offensive, rientrano nella critica politica, sebbene espressione di un costume politico deteriore ma ampiamente diffuso.

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