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Officina stellare, contratto-record per la ricerca astronomica cinese

Il gruppo vicentino si aggiudica una fornitura triennale con la Chinese academy of sciences- Nel 2019 Ebitda in volo: +159,7%

di Matteo Meneghello

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Il gruppo vicentino si aggiudica una fornitura triennale con la Chinese academy of sciences- Nel 2019 Ebitda in volo: +159,7%


2' di lettura

In questi difficili giorni di lockdown per il Coronavirus la produzione non si è mai interrotta , perchè considerata «azienda strategica» per lo sviluppo nazionale. Uno sforzo che acquista ora un maggiore significato, visto che Officina Stellare, società vicentina attiva nella progettazione e produzione di strumentazione opto-meccanica di eccellenza nei settori aerospazio, ricerca e difesa, annuncia di essersi aggiudicata un contratto per la fornitura di circa 50 piattaforme ground-based destinate a un progetto di ricerca astronomica varato dalla Chinese academy of Science (Cas). Il contratto di fornitura si inserisce nel quadro di un programma scientifico dal valore complessivo di circa 20 milioni di euro. La consegna delle circa 50 montature direct-drive e sottosistemi di tracking, progettati e realizzati da Officina Stellare, ha un valore di oltre 2 milioni di euro, con un piano di consegne triennale che inizierà già nel corso del corrente esercizio.

Per la società, quotata sull’Aim, è uno dei maggiori contratti, in assoluto il più rilevante nell’ambito della ricerca astronomica. Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione con Galaxy Scientific Group di Hong Kong, partner di Officina Stellare nel mercato cinese e sud-orientale asiatico con cui è stato siglato il contratto di fornitura. Officina Stellare consolida così la presenza pluriennale nello strategico mercato cinese e apre le porte a ulteriori importanti collaborazioni e risultati futuri.

La finalizzazione della nuova comessa arriva a pochi giorni dalla presentazione dei conti del 2019, chiuso con un fatturato di 7,9 milioni e un ebitda di 2,9 milioni (+159,7%). Risultati di cui l’amministratore delegato Giovanni Dal Lago, si è detto «particolarmente fiero», sottolineando che, nel primo esercizio dopo la quotazione, la società è risciuta a realizzare un incremento del valore della produzione del 59% e dell’Ebitda margin del 37%. «Sono risultati - prosegue Dal Lago - che confermano il nostro ruolo di realtà di riferimento nel sempre più interessante settore della space economy. Con la raccolta derivata dalla quotazione stiamo realizzando il piano d’investimenti in tecnologia e ricerca comunicato in fase di ipo, continuiamo ad accrescere la capacità produttiva in-house e ad assumere il personale necessario alla realizzazione della prima space factory in Italia, colmando così un importante gap industriale caratteristico dell’attuale realtà nazionale. Continuiamo quindi ad implementare con decisione il nostro piano di sviluppo e a sfruttare le numerose opportunità commerciali. Al contempo stiamo operando per mitigare il più possibile gli effetti dell’emergenza sanitaria oggi in atto in tutto il mondo grazie anche alla possibilità di continuare a produrre in quanto azienda strategica' per lo sviluppo nazionale e al vantaggio di avere clienti geograficamente molto diversificati».

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