contrasto alla pandemia

Bozza Dpcm: scuole superiori aperte, almeno 50% in presenza. In zona rossa chiusi parrucchieri e centri estetici

Le misure entreranno in vigore dal 6 marzo e saranno applicate per un mese (quindi anche a Pasqua). Musei aperti anche nel weekend ma su prenotazione. Arriva tavolo per revisione parametri di rischio

Nuovo Dpcm anti-Covid dal 6 marzo al 6 aprile

5' di lettura

Prende forma il primo provvedimento del governo Draghi per contenere la diffusione dei contagi Covid. Tra le misure previste nella bozza del nuovo Dpcm (sarà in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile), la chiusura in zona rossa di barbieri e parrucchieri. Chiuse palestre e piscine, sì allo sport all'aperto (camminata, bici e corsa). Salta la stagione sciistica 2020-2021: le piste non riapriranno fino al 6 aprile. Bar e ristoranti chiusi dopo le 18: niente apertura serale. Le scuole superiori restano aperte, almeno 50% in presenza. Fiere e discoteche chiuse anche in zona bianca.

La bozza è stata inviata dal governo alle Regioni, al termine della cabina di regia a palazzo Chigi che si è svolta nel pomeriggio, alla quale hanno partecipato il premier Mario Draghi e i rappresentanti della forze politiche di maggioranza Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Stefano Patuanelli, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini e Elena Bonetti). Resta il sistema a fasce di colori ma si prevede un tavolo tecnico Governo-Regioni per la revisione parametri rischio.

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Nel Dpcm è previsto un primo allentamento delle misure restrittive, con il via libera alla riapertura di cinema e teatri dal 27 marzo. Dallo stesso giorno anche musei aperti il sabato ma solo con prenotazione online.

Bozza Dpcm a regioni

Il via libera al provvedimento con un passaggio in Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare entro lunedì 1 marzo, con quattro giorni di anticipo rispetto alla scadenza del Dpcm del 14 gennaio, attualmente in vigore. Tutto questo mentre l'Italia si colora ormai di rosso e arancione scuro a macchia di Leopardo, secondo la maggiore incidenza del Covid e soprattutto delle sue varianti.

Rispetto al Dpcm precedente, ci sono delle differenze. Ecco le principali:

Tavolo tecnico revisione-aggiornamento parametri

«Al fine di dare attuazione agli indirizzi forniti dalle Camere ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 19 del 2020 - si legge nella bozza -, è istituito presso il Ministero della salute un tavolo tecnico di confronto, costituito con decreto del Ministro della salute, composto da rappresentanti del Ministero della salute, dell'Iss, delle Regioni e delle Province autonome su designazione del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché da un rappresentante del Ministro per gli affari regionali e le autonomie per procedere all'eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione di rischio».

Entrata in vigore delle ordinanze del ministro della Salute

Le ordinanze del Ministro della salute che riclassificano le regioni in zona arancione (art. 33) o in zona rossa (art. 38) entrano in vigore a far data dal primo giorno non festivo successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

ZONE BIANCHE

In caso di passaggio in zona bianca cessa l'applicazione delle misure di cui al Capo III del D.P.C.M. (relativo alle zone gialle), ad eccezione di quanto previsto dall'articolo 17 (disciplina delle competizioni sportive agonistiche nazionali e dei relativi allenamenti, che resta quindi invariata in zona bianca). Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso.

Tavolo tecnico vigilerà su zone bianche, misure transitorie se necessarie

Presso il Ministero della salute è istituito un Tavolo tecnico permanente composto dai rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità e delle Regioni e Province autonome interessate, cui è affidato il compito di verificare, attraverso il monitoraggio degli effetti del rilascio delle misure anti contagio nei territori di cui al comma precedente, il permanere delle condizioni di cui al comma 1 e la necessità di adottare eventuali misure intermedie e transitorie.

ZONE GIALLE

Musei, luoghi di cultura e mostre

A partire dal 27 marzo 2021 restano aperti anche il sabato e i giorni festivi a condizione che l'ingresso sia stato prenotato online o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo.

Spettacoli, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi

A decorrere dal 27 marzo 2021, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera.

Scuola

Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.

Corsi di formazione

È consentita la formazione in azienda solo ed esclusivamente per i dipendenti dell'azienda stessa.

ZONE ROSSE

Dall'elenco di attività inerenti servizi alla persona che restano consentite in zona rossa sono stati eliminati i barbieri e parrucchieri (e presumibilmente anche le estetiste, già in precedenza escluse, ma che il Tar Lazio aveva riammesso proprio per disparità di trattamento con barbieri e parrucchieri, che in zona rossa restavano aperti).

Dal Brasile in Italia anche per andare da figli minori

Alle persone che hanno soggiornato o transitato in Brasile nei 14 giorni precedenti, l'ingresso nel territorio nazionale è consentito per raggiungere anche il domicilio, abitazione o residenza dei figli minori (in aggiunta al proprio).


Scuole superiori restano aperte, almeno 50% in presenza

La decisione non è definitiva, il governo aspetta infatti il parere del Cts sulle nuove varianti. Ma nella bozza del Dpcm che il governo ha inviato alle Regioni le scuole restano aperte. «Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado - si legge - adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza». Nel testo, di differente rispetto al precedente Dpcm, è inoltre riportato che «al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa».

Nelle prossime ore - sulla base del quadro epidemiologico delle nuove varianti del Covid che sarà esaminato dai tecnici - non si esclude che possano arrivare dal Governo ulteriori provvedimenti restrittivi sulla didattica in presenza, in particolare nelle zone arancioni, e sull'utilizzo delle mascherine da parte dei bimbi tra i 6 e 11 anni. In alcuni casi i governatori hanno già applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia, Campania e Marche.

Divieto di spostamenti

Non cambiano le regole per gli spostamenti: sono le stesse del precedente Dpcm, dunque sull'intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Seconde case

È consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.

In casa anche non conviventi

Per quanto riguarda la fascia gialla, viene cancellata dal bozza del nuovo dpcm la misura - citata nel precedente documento, secondo cui - «con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque «vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose».

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