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Record di nuovi casi da inizio pandemia, ma i decessi sono un quarto rispetto a un anno fa

Quello che colpisce è la progressione di questi giorni. Grazie ai vaccini l’impatto sugli ospedali e decessi è comunque inferiore rispetto a un anno fa

di Luca Salvioli

Ricoverati in terapia intensiva in Italia, confronto 2020-2021

3' di lettura

Oggi i nuovi casi di coronavirus in Italia sono stati 50.599, il numero più alto da inizio pandemia, con un nuovo, notevole, balzo in avanti dopo il dato registrato il 23 dicembre (44.595). Il record precedente era stato il 13 novembre 2020, con 40.902 positivi in un giorno. Parliamo ovviamente dei positivi scoperti dai test: è molto probabile che durante la prima ondata, quella di marzo 2020, i positivi reali fossero di più di quanti non siano stati oggi.

A ridimensionare il record interviene anche il tasso di positività ai tamponi. Oggi ne vengono fatti molti più che in passato, ma in larga parte antigenici rapidi. Per fare un confronto più uniforme meglio rimanere alla conta dei tamponi molecolari. Oggi il tasso di positività è stato del 11,04%, mentre quel 13 novembre era più alto (16,05%) per non parlare delle punte superiori al 20% registrate a marzo 2020.

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IL TREND GIORNO PER GIORNO

Casi attualmente positivi, guariti, morti e casi totali dal primo rilevamento a oggi. Casi nuovi giorno per giorno

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Effetto Omicron

Quello che impressiona questa volta è la progressione dei contagi. Oggi il rialzo rispetto allo stesso giorno di una settimana fa è stato del 70%. Per com’è l’andamento ora, il record odierno verrà presto superato e per più giorni.

Non stupisce perché è quello che sta succedendo in tutti i paesi dove la variante Omicron ha preso il sopravvento, in particolare il Regno Unito che oggi ha aggiornato la sua punta massima di infezioni giornaliere con 119mila casi. E prima ancora il Sudafrica, che dopo una crescita record ora è in fase calante.

Sappiamo dall’ultima indagine sulle varianti fatta dall’Iss che in Italia la presenza della Omicron è al 28%, ma visto che i tamponi esaminati si riferiscono a infezioni avvenute alcuni giorni prima del test è facile immaginare che, con un tasso di raddoppio di due giorni, oggi la variante sia già dominante anche in Italia.

L’impatto sugli ospedali

La nuova variante si sta dimostrando più capace di diffondersi rispetto alla Delta. Ora sarà da valutare l’impatto sui ricoveri in ospedale e sui decessi. Nel grafico qui sotto si può leggere con i dati storici il confronto tra 2020 e 2021 per quanto riguarda nuovi casi, tasso di positività, ospedalizzazioni e decessi.

CONFRONTO 2020-2021

Nuovi casi giornalieri, tasso di positività ai tamponi molecolari, decessi e numero di persone ricoverate in terapia intensiva oggi e 12 mesi fa. Dati in media mobile a 7 giorni a eccezione dei ricoveri

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Si può facilmente notare come l’effetto della vaccinazione di massa si stia facendo sentire nel ridurre la frequenza dell’evoluzione grave della malattia. Oggi, nonostante i casi giornalieri siano più di un anno fa, in terapia intensiva abbiamo 1.023 ricoverati nel paese, contro i 2.624 del 23 dicembre 2020.

La differenza si nota ancora di più sui decessi. Un anno fa, dato in media mobile a 7 giorni, erano 551 i morti giornalieri, oggi 135, ovvero circa un quarto. Sono numeri in crescita, ma su livelli più bassi rispetto a un anno fa.

Non va dimenticato che in quel caso venivamo da settimane di zona rossa in larga parte del paese, con l’effetto di ridurre i ricoveri gravi (erano circa 4mila a fine novembre 2020, 4 volte quelli odierni) e decessi (era 741 in media al giorno a fine novembre, circa 6 volte quelli odierni). Ora siamo in zona bianca da mesi.

Nelle prossime settimane l’andamento dei casi gravi, terapie intensive e decessi, ci darà le risposte ad alcuni quesiti aperti rispetto alla gravità della Omicron. Secondo alcuni studi sarebbe inferiore alla Delta, ma la sua capacità maggiore di diffusione potrebbe aumentare comunque lo stress sugli ospedali.

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