l’impatto del tax credit cinema

Ogni euro investito ne genera altri tre sul Pil

L’impatto sulla nostra economia delle produzioni cinematografiche internazionali che vengono a girare in Italia

di Eugenio Bruno e Antonello Cherchi

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(luzitanija - stock.adobe.com)

L’impatto sulla nostra economia delle produzioni cinematografiche internazionali che vengono a girare in Italia


2' di lettura

Per toccare con mano l’effetto-volano che il tax credit per le produzioni straniere può generare lungo la penisola bastava fare un giro a settembre per Matera. Dove sono stati girati i primi 18 minuti dell’ultimo 007 - No time to die, che è stato interpretato ancora una volta da Daniel Craig e che Universal Pictures distribuirà dal 9 aprile nelle sale italiane. Sono circa 800, infatti, le maestranze materane che hanno allestito i 32 set utilizzati dal regista californiano Cary Fukunaga durante le riprese nella città dei Sassi.

Le produzioni internazionali

Il 25° James Bond in arrivo sul grande schermo è solo l’ultima di una lunga lista di produzioni internazionali che, proprio grazie al tax credit, hanno scelto l’Italia per ambientare in tutto o in parte i loro film. In alcuni casi la scelta è caduta su ambienti e sfondi noti in tutto il mondo, come quelli veneziani di The Tourist con Johnny Depp, quelli romani del 24° 007 (Spectre) e di To Rome with love di Woody Allen, oppure quelli fiorentini di Inferno di Ron Howard. Altre volte la scelta è caduta su un piccolo centro dell’Italia centrale, come la Castel del Monte (l’Aquila) che ha ospitato George Clooney per The American di Anton Corbijn, ma il risultato non cambia.

Secondo una stima della Direzione generale cinema del ministero dei Beni culturali, ogni euro di risorse pubbliche impiegato per attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive internazionali (che senza incentivi fiscali probabilmente verrebbero girate in altri Paesi) genera per l’erario un introito di 1,38 euro. E per l’economia complessiva della penisola un indotto stimato di 2,76 euro.

L’effetto sull’indotto

Cosa significa in concreto poter contare su una dote di risorse aggiuntive per il 2020, come quelle annunciate dal ministro Dario Franceschini che andranno anche a beneficio degli investitori internazionali, lo spiega lo stesso studio della direzione ministeriale. Quando calcolava che un aumento da 33 a 86 milioni della dotazione finanziaria per il tax credit dedicato alle produzioni estere avrebbe prodotto maggiori introiti fiscali per circa 20,5 milioni di euro (visto che si sarebbe passati dai 12,5 milioni di incassi tributari del 2018 ai 33 milioni dell’anno dopo). Senza contare l’impatto occupazionale che ne deriverebbe: tra spese dirette e indotto economico si sarebbe saliti da 414 milioni a poco più di un miliardo, con una stima di 4.500 occupati in più.

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