Innovazione

Ogni settimana cinque in più. Roma accelera sulle start-up

Nella Capitale quasi 1100, 209 di queste hanno avviato l'attività nel corso del 2019

di Luca Orlando


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2' di lettura

BVisionary. E poi Innovazione 2030, Spa Escape, Alpa.

Nomi sconosciuti o quasi, come è giusto che sia. Perché si tratta di una parte dell’ultima “infornata” di start-up di Roma, realtà che proprio nel mese di novembre hanno avviato la propria attività. Aggiungendosi peraltro ad una folta pattuglia di aziende innovative, che spingono la Capitale al secondo posto assoluto nella classifica provinciale. Una crescita costante, che nei primi 11 mesi del 2019 ha visto la nascita di 209 start-up, quasi cinque alla settimana, portando il totale a sfiorare le 1.100 unità, mentre il totale regionale è arrivato a quota 1201.

Aziende che nelle rilevazioni di Unioncamere-Infocamere vanno a posizionarsi anzitutto nell’area del software e nei servizi di Ict, con una quota interessante anche nell’ambito più generale della ricerca e dello sviluppo.

Se è vero che lo sbarco sul mercato è ancora complicato, delle 653 aziende basate a Roma con bilancio depositato, ve ne sono in realtà alcune già in grado di trovare clienti: il 10% del totale sviluppa nel 2018 ricavi per oltre 500mila euro e sono comunque nove le start-up capaci di superare i due milioni di euro.

Situazione analoga sul piano del lavoro. In media solo una azienda su tre presenta un organico, quattro hanno più di 20 addetti, due oltre 50.

Un sistema in movimento, dunque, che vede anche nuovi fondi in arrivo. Le risorse finanziarie, integrate tra fondi regionali, nazionali e comunitari, complessivamente destinate alla realizzazione del programma strategico regionale per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico ammontano complessivamente a 187 milioni.

Fondi su cui si innesta l’attività del venture capital, che in Regione dispone di più strumenti.

Come Lazio Venture, fondo di fondi di 44 milioni di euro che ha investito in quattro Fondi Chiusi di Investimento Alternativi, che associando una quota del 40% di capitali privati investiranno nelle imprese target della regione.

Con l’obiettivo di radicare nel medio periodo nel Lazio i gestori professionali operanti in questo settore.

Altro strumento è Innova Venture, con una dotazione di 24 milioni, che insieme a partner privati investe direttamente nel capitale di rischio delle imprese del Lazio. Come accaduto per Codemotion, Exein e Valore in Sanità, a cui a breve si aggiungeranno altri quattro dossier, in fase di finalizzazione. Su base regionale la performance in termini di innovazione è spinta verso l’alto dalla presenza di una forte componente di ricerca pubblica. E infatti, all’interno dell’ultima classifica regionale pubblicata da Eurostat, nel sotto-capitolo dedicato all’innovazione, che tiene conto della ricerca pubblica ma anche di brevetti, pubblicazioni scientifiche e quota di addetti impegnata in settori medium e hi-tech, il Lazio risulta al primo posto in Italia davanti alla provincia di Trento e alla Lombardia. “Voto” lusinghiero, che su scala europea vale tuttavia solo l’80esima posizione.

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