Start up

Ogr Tech cresce e accelera sulle Pmi

Il settore delle ex Officine Grandi Riparazioni di Torino dedicato alla tecnologia può contare su 60 partner e ospita 150 start up all'anno

di Filomena Greco

Gli spazi ristrutturati. Sono oltre mille le richieste da parte di enti o società che vorrebbero insediarsi negli spazi ristrutturati da Fondazione Crt

4' di lettura

È cresciuta in fretta, nonostante il Covid, anticipando di un anno il piano di sviluppo e con circa 1.200 richieste di imprese ed enti che vorrebbero insediarsi negli spazi della manica Sud delle ex Officine Grandi Riparazioni. Ogr Tech a Torino è un «ecosistema» dell’innovazione che conta 8 tra acceleratori e incubatori di start up, fa leva sulla presenza di corporate come Leonardo, Ibm, Alpitour e Microsoft e lavora con il mondo della finanza, con venture capital come Liftt o partner del sistema bancario come Neva Finventure, in capo a Intesa Sanpaolo.

Inaugurato a giugno 2019, Ogr Tech conta su una “platea” di 150 start up incubate o in accelerazione, una sessantina di partner presenti in sede, 12mila metri quadri e una lunga lista di richieste da parte di enti o società che vorrebbero insediarsi negli spazi della manica Sud ristrutturati da Fondazione Crt. Un comitato valuta le richieste, pesano programmi di innovazione in campo e capacità di generare sinergie con il tessuto delle start up. Capita allora che professionisti che operano nei dipartimenti di Business Development o nei Centri di innovazione insediati alle Ogr facciano da mentor nei programmi di accelerazione in campo, oppure succede che si creino gruppi incrociati su temi come la diversity tra manager del settore tecnologico. «Lavoriamo molto su start up innovative e sull’innovazione tout court – racconta Matteo Pessione, responsabile innovazione per Ogr Tech – ma stiamo guardando con interesse al mondo non-profit e alle imprese sociali, grazie al contributo di Isi Foundation nell’ambito dei big data, e alle Pmi. Credo che il grande punto di attenzione sarà costruire ponti tra queste attività focalizzate su innovazione e start up e le medie imprese».

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Nuovo focus sulle Pm

Con Sella Lab, le Ogr Tech hanno avviato un programma – Open Pmi – destinato proprio al tessuto di piccole e medie imprese italiane, di fatto l’ossatura delle imprese in Italia. Si tratta sicuramente del target più complesso da raggiungere, ragiona Pessione, più condizionato dall’imprenditore di riferimento, ma con il quale Ogr Tech vuole continuare a misurarsi. «Non si può pensare – evidenzia – che queste imprese non stiano al passo con l’innovazione, c’è ancora molto lavoro da fare lungo le filiere, con strumenti di affiancamento e supporto nei percorsi di innovazione, tramite partner finanziari».

Con tre edizioni all’attivo, Open Pmi conta su tre imprese per ogni call. Numeri ancora piccoli, proprio per la capillarità del progetto e l’impegno delle aziende sui singoli percorsi. «Lavorare con le imprese più piccole richiede – spiega Pessione – un livello più alto di attenzione e un approccio tailor made che vogliamo incrementare». Il partner del progetto, Sella, individua le imprese attraverso una attività di scouting e di verifica delle potenzialità.

A questo progetto si affiancano poi due corsi attivati da Ogr Tech e realizzati con Microsoft e con Tag Innovation School, da 120 ore, in Digital Product management e Data Analyst. «Lavoriamo su competenze che non è semplice trovare sul mercato – aggiunge Pessione – con l’obiettivo di creare profili destinati ad aziende medie e piccole, con competenze mirate. Siamo partiti con 60 ragazzi. Stiamo inoltre ragionando sulla possibilità di creare proposte formative ad hoc sulla base di esigenze reali delle stesse imprese».

In futuro l’obiettivo di Ogr Tech è di dare l’opportunità alle imprese di fare rapidamente scouting all’interno delle start up che escono dai percorsi di accelerazione o supporto all’innovazione nelle ex Ogr, per accelerare trasferimento tecnologico e innovazione nel tessuto produttivo.

Il supporto alle Start up

Il sistema di accompagnamento e sostegno alle start up in Ogr Tech si modula su diversi modelli. «Qui si affianca ad esempio il modello di Liftt, venture capital “paziente” diventato l’anno scorso il terzo player in Italia per investimenti, che lavora sulle primissime fasi di vita di una start up, mentre se pensiamo a Techstars e all’acceleratore di Microsoft, abbiamo start up più mature ma comunque in early stage. Lavoriamo anche con il programma Elevetor di Endeavor, siamo alla terza edizione, destinato a start up mature, sopra il milione di fatturato dall’anno prossimo, con l’obiettivo di portarle a diventare scale up nell’arco di sei mesi».

Vento è l’ultimo nato, si tratta di un venture bulding con un format diverso, che parte dalla selezione di talenti tra potenziali imprenditori. Si lavora dunque ad un matching con grandi corporate che evidenziano esigenze particolari e si procede per fasi, dalla divisione in team all’approfondimento dei problemi. «Si tratta perlopiù di talenti che arrivano dal mondo universitario – spiega Pessione – con una selezione destinata a individuare una nuova classe di innovatori. L’input arriva comunque dalle aziende partner che devono avere una esigenza chiara prima della partenza del progetto stesso». La crescita di competenze e capitale umano resta al centro dell’azione di Ogr Tech. «Tra l’altro facciamo tesoro con Vento di programmi storici di Fondazione Crt come “Talenti per l’impresa” o “Talenti per l’export” che adesso rilanciamo ulteriormente».

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