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Ogr Tech fa il pieno di start up e nuovi spazi

Dopo tre anni di attività l'Hub voluto dalla Fondazione Crt in centro a Torino conta 14 programmi di accelerazione e 120 società incubate all'anno

di Filomena Greco

Polo di riferimento. Le ex Officine Grandi Riparazioni – Ogr Tech e Ogr Cultura – sono state recuperate da Fondazione Crt e sono diventate uno dei poli di riferimento per la città

3' di lettura

Sono diventate un ecosistema per l’innovazione, consolidando, in tre anni di lavoro e con una pandemia di mezzo, un modello di lavoro. Le Ogr Tech contano oggi 14 programmi di accelerazione e circa una settantina di partner.

«Questo spazio – racconta Massimo Lapucci, segretario generale della Fondazione Crt e ceo di Ogr Tech – non esisteva come spazio fisico e come spazio di idee, siamo partiti cercando un modello adatto ad una città come Torino». Il primo passo è stata la ricerca di partner internazionali che potessero «accendere una luce sul progetto», dunque Microsoft, Google, Tim, Cdp, Leonardo, Lift, poi si è lavorato alla definizione di un modello, che mettesse insieme il mondo corporate e lo start up Village. Questa operazione ha funzionato, ha reso le Ogr Tech attrattive, tanto che oggi «molte aziende continuano a voler venire qui per insediare “cellule” di tech innovation dei loro dipartimenti è perché vogliono che respirino l’aria delle start up e abbiano un osservatorio privilegiato su ciò che di nuovo che sta accadendo nei rispettivi settori» racconta Lapucci.

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La crescita

L’obiettivo in origine era di arrivare a mille start up accelerate in vent’anni e mezzo miliardo di investimenti attratti. In realtà, dopo tre anni di lavoro, è stata raggiunta la soglia delle 200 start up supportate, con 200 milioni di euro attratti e una capacità di accelerazione raggiunta pari a circa 120 start up all’anno.

«Abbiamo dimezzato i tempi di realizzazione degli obiettivi iniziali – dice Lapucci – e sono certo che continuando di questo passo e ampliando un po’ lo spazio, si possa ulteriormente accelerare». L’idea è quella di annettere, nel corso del 2023, agli spazi delle Ogr Tech, una palazzina direzionale in fase di ristrutturazione, facendone di fatto una estensione dell’area esistente e ampliando gli spazi a disposizione. Oggi la manica delle Officine occupata da Ogr Tech conta su una superfice di 12mila metri quadri, con 500 postazioni di lavoro.

Rilevanza e settori

Le ex Officine Grandi Riparazioni – Ogr Tech e Ogr Cultura – sono state recuperate da Fondazione Crt e sono diventate uno dei poli di riferimento per la città, in un dialogo proficuo con l’amministrazione comunale. Delle start up ospitate o accelerate, il 60% arrivano dal territorio italiano. Nell’ultimo anno in particolare sono stati organizzati oltre 150 tra eventi e momenti di incontro dedicati alla business community OGR Tech e finalizzati ad accrescere la rete di contatti, fattore imprescindibile per la crescita di un’impresa anche all’estero.

Gli incubatori e i percorsi di accelerazione in capo alle Ogr Tech guardano a settori d’avanguardia come ad esempio l’aerospazio (Incubatore di Cdp), advanced hardware, smart cities, edutech, gaming, life sciences, metaverso e fintech. Focalizzato su alcuni verticali tecnologici come i big data, l’intelligenza artificiale e la blockchain, OGR Tech è diventato uno degli innovation hub più grandi d’Italia, con un network di oltre 70 partner e una business community internazionale.

In particolare, con Techstars, leader globale a supporto della crescita delle startup, Fondazione Crt, insieme a Compagnia di San Paolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, è stato avviato il primo programma di accelerazione in Europa dedicato alla smart mobility, oggi arrivato alla sua quarta edizione. Con Microsoft invece è nata Tech Revolution Factory, la prima piattaforma di digital innovation caratterizzata da tre assi distintivi: accelerazione di disruptive startup su Intelligenza Artificiale, formazione tech per ogni tipologia di audience, eventi per la crescita e lo sviluppo dell’ecosistema.

L’ultimo percorso di accelerazione che si è appena concluso è stato quello avviato la primavera scorsa insieme a Microsoft e alla Fondazione Isi per selezionare imprese innovative che utilizzino i big data per azioni di impatto ambientale e sociale. Il 24 novembre scorso le prime sette start up selezionate sono state presentate al mercato. «Questa operazione – spiega Lapucci – ha l’ambizione di rappresentare un unicum in Europa e punta ad allargare l’approccio attento a impatto e principi ESG, ampliando la base di nuove aziende che scelgono questo settore e mettendo a disposizione strumenti preziosi come i big data».

Fino al 16 gennaio invece sono aperte le candidature per la seconda edizione di Takeoff – parte della Rete Nazionale Acceleratori CDP e con una dotazione iniziale di oltre 21 milioni – il programma di accelerazione dedicato a startup operanti nei settori dell’aerospazio e dell’advanced hardware.

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