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Ohb Italia, sistemi spaziali e formazione su misura. Corrono gli ordini

La controllata del gruppo di Brema delle tecnologie spaziali è protagonista di alcune missioni d'avanguardia: dall'esploratore solare dell'Esa al telescopio Flyeye. Negli ultimi anni ha superato i 200 dipendenti : personale altamente qualificato a cui sono dedicati programmi '"ad hoc'" di aggiornamento continuo in parallelo con le esigenze delle nuove commesse che arrivano dalle agenzie spaziali, dai centri di ricerca e dai governi

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Il satellite Lares realizzato da OHB Italia e lanciato nel 2012 nell'ambito di una missione Asi

La controllata del gruppo di Brema delle tecnologie spaziali è protagonista di alcune missioni d'avanguardia: dall'esploratore solare dell'Esa al telescopio Flyeye. Negli ultimi anni ha superato i 200 dipendenti : personale altamente qualificato a cui sono dedicati programmi '"ad hoc'" di aggiornamento continuo in parallelo con le esigenze delle nuove commesse che arrivano dalle agenzie spaziali, dai centri di ricerca e dai governi


3' di lettura

È tra i protagonisti della missione Solar Orbiter, l’esploratore dell’Agenzia spaziale europea lanciato a febbraio da Cape Canaveral che a 500 gradi centigradi fornirà le prime immagini delle regioni polari del Sole. È al centro del progetto Flyeye, il super-telescopio da installare sulle Madonie per proteggere la Terra dalla caduta di asteroidi. Ha guidato il consorzio di costruzione del satellite Prisma, che con la sua telecamera iperspettrale permetterà l’osservazione e l’analisi della Terra con dati mai ottenuti prima. E il suo portafoglio ordini, per soluzioni di alta qualità utilizzate nelle missioni spaziali, supera i 200 milioni di euro. OHB Italia, la ex Carlo Gavazzi Space che dal 2017 è parte del gruppo tedesco Orbitale Hochtechnologie Bremen, è una delle realtà di riferimento dell’industria italiana dello spazio che, in base all’ultimo piano di attività Asi 2018-20, conta circa 200 aziende, per lo più pmi, e che, stando alle stime più recenti, ha un giro d’affari complessivo non lontano dai 2 miliardi di euro.

Un fatturato vicino a 100mln, oltre 210 i dipendenti
Negli ultimi cinque anni il fatturato della controllata italiana del gruppo di Brema è quasi raddoppiato sfiorando i 100 milioni di euro nel 2019 e le commesse hanno accelerato: questi numeri sono stati accompagnati nell’ultimo biennio da un incremento di circa il 20% degli addetti. Attualmente sono oltre 210 i dipendenti distribuiti tra la sede di Milano, Roma e Benevento: una compagine giovane, di età media under 45, e in gran parte composta da laureati con alto livello di specializzazione destinataria di interventi formativi aziendali in deciso incremento negli ultimi anni.

Formazione “customizzata”: corsi ad hoc per il singolo addetto
«L’obiettivo primario – indica Raffaele Staffiere, head of human resources – è dotare i collaboratori di requisiti tecnologici specifici legati alle commesse ottenute. Per questo, la formazione che proponiamo è caratterizzata da una fortissima ‘customizzazione’: i percorsi formativi sono progettati in maniera sartoriale, ad hoc per singolo specialista e quindi la selezione dei formatori è fondamentale». Professionisti interni all’azienda, docenti universitari, atenei e centri di ricerca sono i partner che OHB chiama in causa per i programmi di sviluppo delle competenze finanziati o attraverso Fondimpresa (il fondo interprofessionale di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per la formazione continua a cui le aziende partecipano attraverso contributi obbligatori) o attraverso investimenti propri.

Aggiornamento continuo, le commesse occasione per approfondimenti
I piani di formazione comunque non seguono in modo consequenziale l’aggiudicazione di nuove commesse da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana, dell’Esa, di istituti di ricerca, ministeri della Difesa, ma puntano a mantenere costantemente alto il livello di eccellenza e nel 2019 si sono tradotti in 4.500 ore di interventi formativi: «L’aggiornamento è d’obbligo e con gli interventi proposti andiamo ad ampliare le conoscenze – spiega Staffiere – L’arrivo di un nuovo progetto però può essere l’occasione per approfondire ulteriori aspetti». Ad esempio, riguardanti le proprietà dei materiali utilizzati, le potenzialità di specifici software di progettazione, simulazione o assemblaggio. Annualmente il piano generale predisposto dalle attività di Risorse Umane di OBH Italia – selezionata da Fondimpresa tra le best practices nell’ambito del suo monitoraggio che punta a valorizzare i casi di innovazione e di investimento in formazione – fa il punto sulle competenze da aggiornare o da introdurre con nuovi interventi. La verifica dei programmi attuati è un altro momento fondamentale: la procedura passa attraverso questionari e interviste per valutare la validità del corso proposto e lo stesso formatore che lo ha realizzato, mentre direttamente sul campo viene testata l’efficacia della formazione per il singolo addetto.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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