Oil & gas

Oil & gas, per Sicim commessa da 500 milioni di dollari in Kazakistan

Il progetto “Karachaganak Expansion Project” avrà una durata complessiva di 5 anni. L’azienda ne curerà la progettazione con l’obiettivo di implementare nuove tecnologie per l’estrazione del petrolio

di Laura Cavestri

2' di lettura

L’instabilità politica e le tyensioni geostrategiche non frenano le commesse italiane dell’oil&gas in Kazakhistan. La Sicim di Busseto (Parma) – specializzata nella progettazione, approvvigionamento e costruzione di impianti e infrastrutture per trattamento, trasporto e distribuzione di petrolio, gas e acqua – si è aggiudicata una nuova commessa in Kazakistan dal valore di circa 500 milioni di dollari, i cui lavori sono appena cominciati.

Karachaganak Expansion Project

Il progetto “Karachaganak Expansion Project” avrà una durata complessiva di 5 anni e fa parte di un piano di sviluppo del consorzio Karachaganak Petroleum Operating che prevede l’espansione dell'impianto del sito della zona, già esistente da 25 anni. Il progetto, volto ad implementare le nuove tecnologie relative all’estrazione del petrolio fino all’impianto stesso, vuole incrementare la capacità di reiniezione di gas. L’attività è divisa in due fasi che includono l’installazione di due nuove unità di compressione gas in modo graduale, l'installazione di un nuovo pacchetto di unità di disidratazione del gas (processo fondamentale per evitare condense prima della compressione) e l’installazione di servizi associati e altre infrastrutture. L'avvio della prima unità è previsto ad inizio 2024. Per l’esecuzione, il project management di Sicim curerà la parte di coordinamento sia dalla base di Aksay ed Atyrau, dove vanta una presenza radicata dal 1999, sia dai nuovi uffici di Milano per la parte di progettazione e acquisti. Il progetto verrà eseguito dalla controllata KKS-Sicim Llp, società di diritto kazako.

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Un momento delicato

«Questa nuova commessa in Kazakistan – ha affermato Guido Cagnani, managing director e vicepresidente di Sicim – significa acquisire uno dei progetti EPC più importanti per noi, senza contare poi il delicato momento storico che il mondo sta attraversando, che sappiamo bene avere delle inevitabili ricadute sui costi, sulla reperibilità del materiale e sulla logistica in un progetto che prevede la mobilizzazione di quasi 6 mila persone e 400 mezzi. Contribuire all’espansione di questo impianto significa per noi consolidare la nostra presenza sul territorio, ma anche dimostrare la nostra capacità di operare in situazioni estreme nel rispetto dell'ambiente e nella piena sicurezza e tutela della persone che ci lavorano»

«Dietro all’ambizioso “Karachaganak Expansion Project” – ha spiegato Giuseppe Rodelli, central Asia area manager e presidente di Kks-Sicim Llp – c’è anche il forte desiderio di Sicim di solidificare gli investimenti nel Paese in modo concreto e permanente: su 6mila dipendenti richiesti, il 98% di quelli coinvolti sono di nazionalità kazaka, per i quali mettiamo a disposizione un campo base con 2500 posti letto, ogni servizio necessario e un’area industriale a servizio anche dei business partners di Sicim che intendono importare competenze nella Regione. L’obiettivo è quello di accrescere il capitale umano locale e di massimizzare le attività che possono essere fatte in loco, lasciando così un’impronta tangibile per il territorio. Infatti – ha concluso Rodelli – la Kks Sicim Llp si avvale di competenze di personale kazako, anche a livello manageriale»

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