Bari/ristorazione

Oiza, il fasf food modello inglese

di Vincenzo Rutigliano


1' di lettura

Ristoratore a tempo pieno. All’inizio per mantenersi agli studi di ingegnere informatico al Politecnico di Bari, poi, a laurea conseguita, a 27 anni, per farne la scelta definitiva. Così Antonello Pascazio decide di partire per Birmingham. Lì c’è un centro di ricerca di livello mondiale che interessa molto alla sua compagna, Annalisa Notarnicola, laurea in biotecnologie mediche e medicina molecolare. Nella città inglese faranno altro entrambi: lui il bar manager in un ristorante indiano, decisivo per la sua esperienza e la scelta di ritornare, lei non più la ricercatrice universitaria, ma il supervisore in un’azienda di catering. Rientrano ad ottobre 2018 a 3 mesi dal via libera di Invitalia al progetto “Oiza Chicken, società per gli affamati”, un fast-food creato sul modello inglese del pollo marinato e fritto, rivisitato in salsa italiana. L’inaugurazione a dicembre 2018, in via Marchese di Montrone, nei pressi dell’ateneo barese, in pieno centro. Oggi Oiza Chicken punta anche ai cibi di asporto di gusto come just eat e, dopo 15 mesi, gli incassi sfiorano i mille euro al giorno («Non sono ancora al punto di pareggio») ed i dipendenti sono 4. Il supporto di Invitalia? «Oltre le aspettative:solo 3 mesi tra domanda e ammissione, risorse subito, 35.000 euro a fondo perduto, 65.000 dalla banca a tasso 0, sostegno formativo. Un 8 pieno»- conclude Pascazio.

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