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Ok Draghi a Strategia nazionale cybersicurezza 2022-2026

Con il provvedimento si punta a raggiungere, entro il 31 dicembre 2022, l’obiettivo posto dal Pnrr di rendere più celere il contenzioso tributario

(denisismagilov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Nel corso della riunione di martedì 17 maggio del Comitato interministeriale per la cybersicurezza presieduto dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stata approvata la Strategia nazionale di cybersicurezza (2022-2026) e l’annesso Piano di implementazione. Attraverso i due documenti approvati - ha fatto sapere l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale - il Governo mira ad affrontare una pluralità di sfide quali: il rafforzamento della resilienza nella transizione digitale del sistema Paese; il conseguimento dell’autonomia strategica nella dimensione cibernetica; l’anticipazione dell’evoluzione della minaccia cyber; la gestione di crisi cibernetiche; il contrasto della disinformazione.

Via libera al restyling delle regole della giustizia tributaria

Non solo. Su un altro fronte, quello della gisustizia, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’unanimità al disegno di legge con le disposizioni in materia di giustizia tributaria. Approvato anche l’atto di indirizzo per la definizione delle linee guida sul contenuto del contratto di servizio Rai 2023-2028. Nel corso del Consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge “Disposizione in materia di giustizia e di processo tributari”, secondo quanto si è appreso FI ha anticipato che, nel corso dell’esame parlamentare, presenterà alcuni emendamenti per modificare il testo.

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Obiettivo: velocizzare il contenzioso tributario

Per quanto riguarda il provvedimento sulla giustizia tributaria, una nota dell’esecutivo pubblicata al termine del Consiglio dei ministri spiega che con questo disegno di legge si punta a raggiungere, entro il 31 dicembre 2022, l’obiettivo posto dal Pnrr di rendere più celere il contenzioso tributario, considerato l’impatto che lo stesso può avere sulla fiducia degli operatori economici, compresi gli investitori esteri, riducendo, contestualmente, l’elevato numero di ricorsi in Cassazione.

Ridotto l’organico della magistratura tributaria

Tra i punti cardine dell’intervento, la professionalizzazione dei magistrati tributari. Oggi tutti onorari, verranno reclutati a tempo pieno mediante un apposito concorso con prove scritte e orali. È rimodulato, riducendolo, l’organico della magistratura tributaria composto da 450 magistrati in primo grado e 126 in secondo grado. Fino a quando non sarà interamente compiuto il percorso di reclutamento dei giudici professionali, continueranno a operare in parallelo i giudici tributari onorari già presenti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali; questi ultimi rimarranno in servizio, in un ruolo ad esaurimento, fino al compimento dei 70 anni di età, limite di pensionamento esteso a tutti i giudici tributari, con allineamento alle altre magistrature.

Rafforzato l’organo di autogoverno

Il disegno di legge - spiega ancora la nota di Palazzo Chigi - rafforza l’organo di autogoverno della giustizia tributaria, in quanto sono istituiti presso il Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria (CPGT) un Ufficio ispettivo a tutela del corretto esercizio e funzionamento degli organi della giustizia tributaria e l’Ufficio del Massimario nazionale, per garantire l’uniformità di giudizio per fattispecie analoghe. Le massime giurisprudenziali prodotte alimenteranno un’apposita banca dati che permetterà agli operatori del settore di conoscere gli orientamenti giurisprudenziali e di prevedere l’eventuale esito delle liti. È inoltre potenziata la struttura amministrativa a supporto della Giustizia tributaria mediante il reclutamento di nuove professionalità amministrative da destinare agli Uffici professionalizzati.

Gli interventi sui processi di primo e secondo grado

Per quanto riguarda gli interventi sul processo, nei processi di primo e secondo grado si introduce, con opportuni accorgimenti, la prova testimoniale, al pari di quanto previsto nei giudizi civili e amministrativi. Ai fini deflattivi, è implementato l’istituto della conciliazione per le controversie di importo fino a 50.000 euro. Si introduce il giudice monocratico in primo grado per le controversie fino a 3.000 euro e, in conseguenza, è modulato l’appello solo in determinati casi (cd. appello critico).

Il processo tributario in Cassazione

Nel processo tributario in Cassazione vengono introdotte apposite misure deflattive del contenzioso: la pronuncia del principio di diritto in materia tributaria, che consentirà la più tempestiva formazione di orientamenti giurisprudenziali consolidati; con la stessa finalità, il rinvio pregiudiziale, cioè diretto, dai giudici tributari di primo e secondo grado alla Cassazione per ottenere la soluzione preventiva di questioni nuove o rilevanti o particolarmente complesse o ricorrenti.

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