ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl lungo addio a San Siro

Nuovo Stadio di Milano, c’è l’ok del Comune (con progetti e piani finanziari da rifare)

In coerenza al Pgt, la nuova area dovrà rispettare l’indice di edificabilità 0,35, la metà di quanto inizialmente ipotizzato da Inter e Milan

di Sara Monaci

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3' di lettura

La giunta del Comune di Milano approva la delibera per la realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan, abbassando radicalmente le volumetrie delle future costruzioni rispetto a quanto auspicato dalle società sportive prima del Covid, quando il dibattito sull’impianto era nel vivo ed erano già stati mostrati possibili progetti ispirati alle realtà internazionali. Già a fine 2019 il consiglio comunale di Milano aveva vincolato il progetto a nuovi adeguamenti, primo fra tutti il ridimensionamento dell’edificabiità, vincolandola ai limiti imposti dal Pgt per tutta la città. E poi alla conservazione di una parte di San Siro, da trasformare in un’area per l’atletica giovanile e il calcio femminile.

Non si va oltre lo 0,35 di edificabilità

Due anni dopo, con la riconferma dello stesso sindaco, se ne è tornati a parlare, partendo di fatto dallo stesso punto. Anzi, è proprio la nuova giunta comunale a ribadire che non si potrà andare oltre lo 0,35 di edificabilità, mentre le società sportive ipotizzavano inizialmente di superare lo 0,60. «L’adeguamento dell’indice di edificabilità territoriale a quello massimo previsto dalla Norma del Piano di Governo del Territorio approvato con riferimento alla Grande Funzione Urbana “San Siro”, pari a 0,35 mq/mq, la riconfigurazione a distretto sportivo dell’area dove attualmente insiste il “Meazza”, con ampia valorizzazione e incremento del verde e l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario nella successiva fase progettuale sono le condizioni a cui la Giunta ha deciso di confermare la dichiarazione di pubblico interesse». Questa la nota diramata da Palazzo Marino.

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Lo stadio dovrebbe essere completato dopo le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026, visto che l’inaugurazione dei Giochi dovrà essere fatta a San Siro, come indicato nel dossier di candidatura e per volontà del sindaco Giuseppe Sala, che lo ha recentemente ribadito. San Siro insomma rimarrà in piedi almeno per cinque anni.

La parola torna ai club

Adesso però per il nuovo stadio è difficile parlare non solo di conclusione dei lavori, ma anche di partenza, perché le squadre - fino a due anni fa intenzionate a investire 1,2 miliardi per un impianto di proprietà e in cogestione - dovranno (ri)fare i conti con un nuovo progetto, che prevede volumi diversi soprattutto per quanto riguarda le attività commerciali adiacenti, il vero core business. Quindi anche il piano finanziario dovrà essere rivisto.

La parola ora passa dunque a Milan e Inter, perché di fatto Palazzo Marino ha già detto la sua. Tempi e investimenti saranno da riscrivere. Il sindaco Sala commenta così: «Questo è un via libera che permetterà alle squadre di andare verso il progetto esecutivo, cosa che richiede tempo e investimenti. Dal nostro punto di vista è positivo perché abbiamo condotto le squadre ad accettare l’indice del Pgt che era la cosa che più mi stava più a cuore. Ci sarà anche molto verde. Credo che verrà fuori un nuovo parco da 50mila mq».

«A chi è contrario - ha aggiunto - il mio punto di vista è che se avessimo fatto un muro contro muro con le squadre, le quali erano schierate a favore di un nuovo stadio, probabilmente sarebbero andate a farsi lo stadio da un’altra parte e noi saremmo rimasti con il cerino in mano, dove il cerino è San Siro».

Verso una roadmap

Solo una settimana fa il presidente del Milan, Paolo Scaroni, e il ceo di Inter, Alessandro Antonello, avevano parlato di prerequisiti su cui lavorare, facendo capire di voler subito passare a una fase in collaborazione con il Comune secondo una nuova «roadmap». Attualmente Milan e Inter pagano al comune un affitto tra i 9 e i 10 milioni complessivi all’anno. In compenso le squadre per le attività commerciali e gestione degli spazi hanno incassato oltre 2,2 milioni (nel 2019). Tornando alle Olimpiadi invernali, intanto il fondo Porta Romana gestito da Coima ha presentato il permesso di costruire il Villaggio Olimpico, che subito dopo verrà trasformato in student housing dotato di tutti i servizi necessari per gli studenti, oltre ai servizi privati di interesse pubblico richiesti dalla Fondazione Milano Cortina.

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