Giustizia

Ok Pdl toghe in politica, torna a Senato

di Enrico Bronzo

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2' di lettura

La Camera approva la proposta di
legge che regolamenta la partecipazione dei magistrati alla vita politica. Il testo pone una serie di paletti su candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati che abbiano ricoperto incarichi elettivi. A tre anni dal primo ok a Palazzo Madama, la legge deve però tornare al Senato per l'esame delle modifiche introdotte alla Camera tra le polemiche e gli attacchi non solo di Forza Italia ma anche del M5S: che annunciano battaglia.

Forzisti e pentastellati, infatti, giudicano troppo debole il provvedimento. M5S punta il dito, con Angelo Tofalo, sulla ministra Anna Finocchiaro “che da 27 anni non fa il giudice” e in base a questa legge, quando finirà la sua esperienza parlamentare “andrà direttamente in Cassazione”.

E Fi brandisce il caso di Augusto Minzolini, che vide nel collegio giudicante che lo ha condannato Gian Nicola Sinisi, che era stato un ex parlamentare del Pd.

Sullo sfondo c'è anche il dubbio di chi vede nella legge uno strumento per “tagliare le unghie” di Michele Emiliano, il magistrato governatore della Puglia impegnato nella sfida a Renzi nelle primarie del Pd (ma i renziani negano che sia così).

I paletti in ingresso e in uscita per chi fa politica riguardano tutti i magistrati, in attività o fuori ruolo, e valgono per tutte le elezioni (europee, politiche, regionali,
amministrative) e tutti gli incarichi politici.

Il magistrato che si presenta alle elezioni non potrà candidarsi nella circoscrizione dove ha svolto le funzioni nei 5 anni precedenti, e dovrà essere in aspettativa da almeno 6 mesi.

Alla fine del mandato politico, i magistrati saranno collocati in una sede lontana dalla circoscrizione dove sono stati eletti, e per 3 anni non potranno ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi, non potranno svolgere funzioni inquirenti ma svolgeranno esclusivamente funzioni giudicanti collegiali. Se ha i requisiti, il magistrato potrà chiedere di essere collocato in Cassazione oppure di essere inquadrato nell'Avvocatura dello Stato o in un ruolo autonomo del ministero della Giustizia.

Anche i magistrati che non vengono eletti dovranno rientrare in un ufficio che non ricada nella circoscrizione dove si sono candidati e per 2 anni non potranno esercitare funzioni inquirenti.

La quarantena riguarda anche gli ex capi di gabinetto o componenti di Authority: al rientro, per un anno non potranno ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi.

Per chi “sgarra” prevista la perdita di anzianità per almeno quattro anni. Infine, è passato un emendamento di Roberto Giachetti grazie al quale sul sito della presidenza del Consiglio confluiranno i dati sui magistrati collocati fuori ruolo.

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