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Ok Ue alle Gacs, ma sono più care per il rischio Italia

di Luca Davi e Gianni Trovati


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2' di lettura

Arriva il via libera di Bruxelles alla nuova finestra per le Gacs, le garanzie pubbliche sulle tranche senior delle cartolarizzazioni di Npl bancari. Come chiesto dall’Italia la nuova tornata è lunga, due anni prorogabili per un terzo anno invece dei 18 mesi più 12 del primo round. Ma nel nuovo schema strutturato dal ministero dell'Economia nelle regole concordate con le autorità Ue e scritte nei quattro articoli finali del decreto Brexit (decreto 22/2019) è anche caratterizzata da una disciplina più rigida. Su due livelli.

A cambiare sono prima di tutto i costi della garanzia, che crescono prima di tutto per effetto del rischio Italia. Quando a marzo sono stati definiti i tre nuovi panieri di Cds a cui è ancorato il costo delle Gacs lo spread fra i Btp e il decennale tedesco viaggiava circa 140 punti base sopra i livelli del 2016, all'epoca del varo delle prime Gacs. Ma a cambiare, sulla base di un’esperienza che ha mostrato più di un problema nel recupero dei crediti coperti dalle Gacs, è anche l’evoluzione del prezzo, che sarà ancorato a maggiorazioni percentuali più consistenti con il passare del tempo. Parametri più stretti, collegati alle performance di incasso, sono poi previsti per i pagamenti alle società che prestano i servizi per la cartolarizzazione.

Il nuovo impianto nasce dalla verifica di che cosa è successo nelle 15 operazioni realizzate con le Gacs “prima maniera”. In pratica, il ministero dell’Economia e le Autorità Ue hanno costruito una griglia di criteri che ha assunto come riferimento i risultati ottenuti nelle più riuscite fra le operazioni di questi tre anni. E per evitare rischi sale anche la soglia dei rating che apriranno le porte alla garanzia statale: ai titoli da coprire non basterà più l’investment grade, perché la Gacs potrà riguardare solo tranche accompagnate da un giudizio almeno tripla B o equivalente.

Va detto peraltro che dopo il boom dell’utilizzo della Gacs sulle sofferenze negli anni scorsi,segmento in cui Prelios ha fatto la parte del leone, ora l’attenzione delle banche è concentrata sulle inadempienze probabili, a cui le garanzie pubbliche tuttavia non si applicano. Si vedrà dunque nei prossimi mesi quale sarà la risposta del mercato a questo ulteriore rinnovo.

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