Casa, le prospettive del mercato in 8 Paesi europei nell’era del coronavirus

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Olanda, spinta dall’effetto Brexit, ma le case non bastano

Da un lato, la vicinanza al Regno Unito e la “scommessa” di diventare – grazie a Brexit – il principale polo di attrazione delle multinazionali in migrazione, grazie all'alta qualità di vita, a un sistema semplice e a un uso dell'inglese parlato bene a tutti i livelli. Dall'altro, un Paese fiscalmente accogliente, che investe sul futuro e sull'ecosostenibilità attorno al principale porto d'Europa, Rotterdam. Non è un caso, quindi, che S&P preveda che i prezzi delle case cresceranno del 5,3%, nei Paesi Bassi, quest'anno e del 4,5% nel 2021, in ulteriore decelerazione rispetto al 6,4% nel 2019. Rimane forte la domanda delle famiglie rimane forte, anche se l'aumento dell'inflazione la diminuirà progressivamente.
Il tasso di disoccupazione, in Olanda, è sceso a un nuovo minimo: 3,2% a dicembre, mentre i salari, in crescita del 3% annuo. Il conseguente aumento del reddito disponibile delle famiglie ha aumentato la domanda di alloggi. Assieme ai bassi tassi di interesse, un altro fattore di supporto per la domanda di alloggi, in un Paese che, anche per la sua conformazione (un piccolo Stato circondato da dighe e canali) vive da sempre una cronica domanda residenziale che non riesce a soddisfare. Il valore degli alloggi occupati è sovrastimato del 30% rispetto al suo rapporto prezzo/reddito medio, così come sopravvalutati del 25% sono i canoni di affitto. Abf Research calcola che la carenza di case si aggiri attorno alle 300mila unità abitative, mentre gli immobili residenziali in vendita è di circa 53mila unità.

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