Ristorazione

Da Old Wild West a Temakinho: 50 aperture nel biennio e pronti a crescere in Europa

L’ad Marco di Giusto illustra le strategie del Gruppo Cigierre. America Graffiti, Wiener Haus, Shi’s e Pizzikotto le altre insegne

di Maria Teresa Manuelli

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Festeggia vent’anni l’insegna Old Wild West di Gruppo Cigierre-Compagnia Generale Ristorazione, che guarda anche oltre confine per nuove aperture. Saranno 50 le inaugurazioni nel prossimo biennio tra Italia ed estero.

La Spa è attiva dal 1995 nello sviluppo e gestione di ristoranti tematici e del casual dining. Una rete di 376 locali e oltre 4.500 dipendenti e collaboratori, suddivisi tra le diverse insegne. Fra i format più noti, America Graffiti, Wiener Haus, Shi’s, Pizzikotto e Temakinho, oltre a Old Wild West. Gli ultimi due presenti anche all’estero con 25 ristoranti: Old Wild West in Francia e Svizzera e Temakinho solo in Francia.

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Nonostante il periodo di crisi, per il 2022 sono in programma 25 nuove aperture, due delle quali all’estero, e altrettante per il 2023. «Abbiamo in agenda per il prossimo biennio – dichiara Marco Di Giusto, fondatore e amministratore delegato di Cigierre – importanti investimenti per il rinnovo dei ristoranti attuali, focus particolare sarà dedicato all’aspetto digitale e tecnologico delle nostre location ristoranti per migliorare l’esperienza dei clienti».

Complice la pandemia, il 2021 ha registrato un calo del 30% rispetto al 2019 in cui l’azienda aveva ottenuto un volume di sell out del network pari a 515 milioni di euro. Ciononostante ha raggiunto una media di oltre due milioni di clienti serviti al mese. «Abbiamo operato delle scelte strategiche e stimiamo che nel 2022 potremo crescere molto, superando anche il fatturato 2019», prosegue Di Giusto. «Il nostro è un modello di business efficace, ma soprattutto solido che abbiamo reso replicabile e apprezzato anche sui mercati esteri».

Secondo il fondatore di Cigierre il mercato si sta orientando verso progetti immobiliari che sono un mix fra retail e leisure, ristorazione e aree verdi, un’evoluzione del modo di concepire la galleria commerciale tradizionale; spazi dunque più vicini ai centri urbani, sostenibili, con parchi a disposizione. «Abbiamo in cantiere alcuni progetti – aggiunge Di Giusto – che vanno in questa direzione e che terranno conto anche di alcuni trend in crescita come la domanda di prodotti in delivery e asporto in diverse fasce della giornata. Prima della pandemia rappresentavano il 6% delle vendite, da giugno 2021 sono saliti al 17%».

Il franchising pesa per il 35% sul business e a questo settore è rivolta l’Academy, un progetto interno di formazione continua nato per trasferire il know-how, assicurare la qualità in tutta la rete e accompagnare i collaboratori nel loro percorso di crescita.

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