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Oled, Microled, DVB T2, guida ragionata alle« sigle» dei televisori

di Giancarlo Calzetta


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3' di lettura

Comprare un televisore al giorno d'oggi è diventato un rompicapo: standard di trasmissione, protocolli di comunicazione, porte di connessione, tecnologie di visualizzazione… bisogna essere davvero degli esperti per capire di cosa si parla.

In realtà, abbiamo scoperto che basta raccapezzarsi tra alcune sigle e qualche tecnologia dal nome esotico per risolvere già buona parte dei nostri dubbi. Vediamo insieme quali sono i termini usati più spesso, cosa significano e quali conviene tenere d'occhio.

LED: Indica una tecnologia di illuminazione dei pannelli televisivi. La migliore è quella “full LED” o “backlit LED”, perché permette al televisore di controllare l'illuminazione di ogni area dello schermo in maniera più efficace e di raggiungere picchi di luminosità più elevati.

OLED: È una tecnologia di illuminazione dei pannelli televisivi basato sulla fluorescenza organica. Ogni pixel che compone il pannello è in gradi di accendersi individualmente, permettendo un grande controllo della luminosità delle immagini e contrasti elevatissimi.

Microled: È l'ultimo grido in fatto di tecnologia di illuminazione dei pannelli televisivi. Ogni pixel è un microscopico LED che può essere acceso o spento individualmente. In questo modo si ottengono contrasti e luminosità davvero eccezionali. Purtroppo, la tecnologia deve ancora maturare per ridurre ancora le dimensioni dei LED usati. Al momento, il taglio minimo del televisore microled è di 85”.

Plasma: Tecnologia di illuminazione dei pannelli televisivi ormai abbandonata. In passato era rinomata per la grande qualità delle immagini, soprattutto a livello di resa cromatica, ma i pannelli LED e OLED di fascia alta di oggi fanno anche meglio.

HDMI: Presa di connessione per dispositivi video esterni. È in pratica lo spinotto del cavo video più utilizzato al momento. Se si vuole collegare un lettore di dischi (DVD o Blue-Ray che siano) esterno, un computer o anche una macchina fotografica, questa è la scelta migliore. Attenzione alle versioni, però. La più recente, la 2.1, permette di trasferire contenuti in altissima risoluzione (fino a 10K senza compressione)

DVB T2: Sigla che sta per Digital Video Broadcast Terrestrial 2, questa è una delle caratteristiche da tenere più sotto controllo. A fine 2021, a meno di ritardi, è infatti previsto un cambiamento nello standard di trasmissione dei contenuti televisivi, un po' come è accaduto nel 2012 con il passaggio dalla tv analogia a quella del digitale terrestre. Per ricevere le trasmissioni con il nuovo standard, il televisore deve essere compatibile DVB T2. In caso il vostro apparecchio non lo fosse, si potranno acquistare dei decoder esterni da collegare tramite cavo HDMI.

DVB S2: Sigla che sta per Digital Video Broadcast Satellite 2. Anche le trasmissioni via satellite stanno per aggiornare i propri standard di trasmissione. I televisori compatibili con questa tecnologia saranno pronti a ricevere trasmissioni satellitari con una semplice scheda aggiuntiva. Gli altri avranno bisogno di un decoder esterno.

HEVC: Sigla che sta per High Efficency Video Codec, è un sistema di codifica video ad elevata efficienza che migliorerà la qualità del video. È in grado di gestire anche i video in 4K.

Full HD: Indica un televisore che può visualizzare video con una risoluzione di 1920x1080 pixel. Rappresentano a tutt'oggi la maggioranza di quelli disponibili, ma gli schermi 4K li stanno lentamente rimpiazzando.

Ultra HD o 4K: Schermo TV che può visualizzare video con una risoluzione di 3840×2160. In realtà, la risoluzione 4K si riferisce a schermi non televisivi che lavorano a 4096x2160, ma data la scarsa differenza, per comodità si tende a usare le due definizioni in maniera indiscriminata. Il 4K è molto più definito del full HD e quindi può in teoria produrre immagini più realistiche.

HD Ready: Ai più esperti sembrerà incredibile, ma i televisori HD Ready sono ancora molto diffusi. Si tratta di schermi che lavorano alla risoluzione di 1280x960, più bassa quindi di quella full HD, e ancora molto diffusi sui televisori di piccola taglia, quelli fino a 26”.

HBBTV: Sigla per Hybrid broadcast broadband TV, si tratta di uno standard che permetterà trasmissioni più interattive. In pratica, alcune delle applicazioni della smart tv, come il replay a comando di alcune trasmissioni o l'accesso a una particolare selezione di contenuti, senza dover installare delle app.

LaTivù: È un marchio creato da un consorzio di aziende costruttrici di televisori che identifica gli apparecchi già predisposti alle nuove tecnologie quali DVB-T2, DVB-S2, HEVC e Hybrid broadcast broadband TV. Se vedete un apparecchio con questo adesivo, saprete che funzionerà bene senza aggiunte anche dopo il passaggio che ci attende alla fine del 2021.

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