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Oli, così Citroën immagina l’eco citycar del futuro

Il Double Chevron

di Corrado Canali

Design di frontiera. Citroën Oli mostra soluzioni stilistiche e ingegneristiche non convenzionali. Porta al debutto il nuovo logo del brand

3' di lettura

L’obiettivo di Citroën è di quelli ambiziosi: con la concept Oli il brand francese di Stellantis punta a realizzare un’elettrica che sia più economica di oggi oltre che ecosostenibile. Il progetto Oli punta, innanzitutto, a garantire un livello di confort e di protezione per tutti i passeggeri diverso dal format di un quadriciclo come la Ami. Infatti un gran numero di soluzioni, specie nella carrozzeria, è stato reinterpretato rispetto a quelle della microcar urbana. A partire dalla forma del frontale e del posteriore con i fari e i paraurti uguali, piuttosto che nelle porte, del tutto simili, sebbene modificate nel meccanismo di apertura per essere rivolte nello stesso lato. Con un aspetto e la silhouette insolita, il concet del Double Chevron esprime un carattere molto deciso, oltre a emanare personalità, produttività e positività in un design simile a quello dei crossover più compatti. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai materiali: non a caso il rivestimento del vano di carico utilizza del cartone rinforzato, materiale solido ma molto leggero e più semplice da smaltire.

All’interno, poi, c’è solo tutto quello che è funzionale e basta: il sistema multimediale, ad esempio, funziona grazie allo smartphone che viene inserito in un apposito slot nella plancia, mentre ai lati, come sulla Ami, uno spazio è destinato ad integrare il sistema audio di bordo al bluetooth esterno. Semplici le porte, prive di un vero e proprio rivestimento, ma dotate solamente di un bracciolo imbottito e di una rete per riporre dei piccoli oggetti. Niente finestrini elettrici, sostituiti da una parte mobile del vetro che si ribalta in maniera simile a quella della mitica 2 CV.

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La Oli, come si nota, porta al debutto il nuovo logo del brand, un DoubleChevron di tipo digitale che sarà adottato sui nuovi modelli a partire dalla metà del 2023. Lo stile della concept, originale ma non solo, si ispira al mondo dei fuoristrada e del design industriale con le ruote agli estremi della carrozzeria, le forme geometriche e le superfici verticali, come il parabrezza, privo di curvatura. Cerniere e bulloni sono a vista, mentre la linea dei montanti posteriori, spiovente, garantisce dinamismo e permette di identificare al meglio qual è il frontale e il retro dell’auto.

Diversa da tutte le altre crossover la Oli si segnala anche per la scelta di non utilizzare sul prototipo un portellone sostituito da un’area di carico esterna simile a quella di un pick-up. Come per la Ami, anche la Oli prevede un solo colore carrozzeria, il bianco, ma non mancano tante possibilità di personalizzazione con dettagli di colore dentro e fuori dall’abitacolo. Stile e attenzione ai costi che si ritrova anche nei cerchi realizzati con la parte interna in lega per risparmiare peso e quella esterna, visibile, in acciaio per abbassarne il prezzo.

Lunga 420 cm alta 165 cm e larga 1,90 cm la Oli si caratterizza per un peso di appena 1.000 kg e per il powertrain elettrico che è derivato da quello della Citroën eC4 con una batteria da 40 hWh in grado di garantire un’autonomia di 400 km sia pure ad una velocità massima limitata a 110 kmh. L’abitacolo per quattro passeggeri è in materiale sostenibile: i sedili usano l’80% dei componenti meno e anche il colore che è molto vivace risulta ecosostenibile. Dotato del dispositivo Vehicle to Grid, il concept è in grado non soltanto di immagazzinare l’energia in eccesso generata dai pannelli solari di casa, ma di contribuire anche a risolvere eventuali problemi di alimentazione nel caso sia di picchi di richieste che di eventuali guasti alla rete.

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