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Oligarchi russi, dopo case di lusso e yacht «congelati» i primi 20 milioni sui conti. Caccia ai trust di Cipro

Oltre a beni per 848 milioni, congelati i primi 15-20 cash. Stretta di Uif e Gdf su trust e società nei paradisi fiscali. Allo studio misure sui pacchetti azionari

di Ivan Cimmarusti e Sara Monaci

Ecco lo yacht a Marina di Carrara che potrebbe essere di Putin

5' di lettura

La “guerra” finanziaria scatenata contro le ricchezze italiane degli oligarchi fa un salto di qualità. Pezzi grossi dell’acciaio, del gas e del petrolio che hanno appoggiato l’invasione della Crimea nel 2014, favorendo e speculando economicamente sull’attuale conflitto ucraino, si sono già visti “congelare” beni extralusso per 848 milioni di euro, affidati alla gestione dell’agenzia del Demanio.

Ma ora l’Unità di informzione finanziaria (Uif) di Bankitalia, diretta da Claudio Clemente, e il Nucleo valutario della Guardia di finanza, al comando del generale Vito Giordano, stanno passando al setaccio fondi e risorse economiche nelle banche, individuando i primi 15-20 milioni di cash. Accanto a queste due leve, però, è allo studio una nuova misura: quella da attivare sui pacchetti azionari, da svolgere con l’eventuale collaborazione della Consob.

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L’accertamento italiano, su impulso del Comitato di sicurezza finanziaria (Csf) del ministero dell’Economia, procede con rapidità, soprattutto rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea che sulle misure di congelamento stanno andando in parte a rilento. E pensare che le sanzioni economiche – previste dal Regolamento Ue 269/2014, aggiornato nelle ultime settimane con l’aggiunta in black list di complessivi 893 nominativi - sono ritenute uno strumento fondamentale per incoraggiare lo scontro interno alla Russia e fiaccare il potere dello “zar” Vladimir Putin. Anche per questo il Governo italiano sta valutando una nuova misura di congelamento connessa alle società quotate.

Pacchetti azionari allo studio

Sono costanti le interlocuzioni tra Palazzo Chigi e Consob. Tra le misure attuabili, infatti, c’è l’intervento, non ancora deciso, sui pacchetti azionari detenuti dai russi. Alcune società quotate potrebbero avere percentuali significative di partecipazioni russe, dirette o indirette. Formalmente lo strumento per congelarle già esiste, ed è quello del commissariamento di una parte dell’azienda, che potrebbe comunque continuare a lavorare con la restante parte dell’azionariato. La decisione più che tecnica è dunque politica.

Cash e società a Cipro

Altro capitolo dell’accertamento che sta portando a nuovi riscontri riguarda l’individuazione di denaro contante nei depositi bancari. Con «dichiarazione di congelamento» disposta dal Csf, banche e intermediari finanziari hanno da poco comunicato all’Uif di aver bloccato le prime risorse economiche in Italia degli oligarchi: oltre a yacht e residenze è stato trovato denaro liquido. Questo blocco prevede il divieto di movimentazione, trasferimento, modifica, utilizzo o gestione dei fondi. Anche le carte di credito sono bloccate. Il dato attualmente rilevato è che poco meno di 20 milioni sono stati congelati. La cifra potrebbe rapidamente aumentare, anche se probabilmente i russi in Italia hanno investito di più in beni patrimoniali, dalle ville agli yacht. L’ostacolo maggiore nella ricostruzione delle ricchezze degli oligarchi è rappresentato dall’ampio ricorso a società con sede nei paradisi fiscali, schermate da prestanomi. Nell’accertamento che si sta svolgendo, Cipro è ricorrente praticamente nell’80% dei casi. Seguono le isole Cayman, le British Virgin Islands e le Bermuda.

Un impulso all’accertamento, soprattutto sul fronte di trust e società offshore in paradisi fiscali, potrebbe giungere dal nuovo Gruppo di lavoro istituito dalla Task force transatlantica, di cui fanno parte, le Financial intelligence unit dei Paesi del G7, cioè Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, cui si sono uniti Nuova Zelanda e Olanda. Gli obiettivi nella dichiarazione di intenti puntano ad accelerare la condivisione di informazioni per massimizzare gli effetti delle misure sanzionatorie. Ma come spesso accade la differenza delle legislazioni può essere un freno alla partnership. A ciò si aggiunga un altro aspetto: il rischio di cyber-spionaggio russo per arginare l’applicazione delle misure varate a livello internazionale.

Cyber-spionaggio russo

L’Uif ha recentemente lanciato un alert su possibili attacchi cyber agli enti finanziari. A fine febbraio è scattato un allarme verso le infrastrutture economiche occidentali, tra le quali l’Italia. Cisa e Ncsc, le agenzie di cybersecurity di Stati Uniti e Gran Bretagna, hanno segnalato una vasta operazione di diffusione del malware Cyclop Blink a opera di Sandworm, noto anche come Voodoo Bear, organizzazione di hacker russi. Sandworm risulta da sempre legata alla Federazione russa ed è composta anche da agenti dei servizi di informazione di Mosca. Stando alla Nsa, il servizio segreto Usa, Sandworm sarebbe in realtà l’Unità 74455, parte integrante del compartimento di cyber-spionaggio del Gru, l’intelligence militare che fa capo al Cremlino.

L’ipotesi che ci possano essere infiltrazioni nei sistemi informatici di intermediari e banche, in modo da oscurare la riconducibilità delle risorse finanziarie degli oligarchi “listati” ed evitare i congelamenti, non è da escludere. Nella nota diramata dall’Uif si raccomanda «di esercitare la massima attenzione con riferimento al rischio di attacchi informatici, di intensificare le attività di monitoraggio e difesa in relazione a possibili attività di malware». Secondo le agenzie di cyber-sicurezza di Usa e Uk, infatti, Cyclops Blink è in grado di penetrare nei sistemi informatici e leggere porzioni di memoria dei computer. Una volta all’interno, il rischio di manipolazione dei dati diventa molto alto.

I depositi di russi e bielorussi

Nell’ambito dell’accertamento, infine, il Csf ha disposto il «censimento» dei depositi bancari superiori ai 100mila euro, di cittadini russi e bielorussi anche se con cittadinanza di un Paese Ue ed anche se non inseriti nella black list europea. Il recente Regolamento Ue 328/2022 prevede, infatti, un divieto di aprire depositi intestati a cittadini, residenti o stabiliti in Russia o Bielorussia per importi superiori a 100mila euro e un connesso obbligo, per le banche, di comunicare all’Uif i depositi già esistenti con il relativo saldo, aggiornato anno per anno.

Tutti i beni confiscati finora

Beni sequestrati agli oligarchi russi in Italia e valore degli stessi per un totale di 848 milioni
La procedura
Il congelamento non pregiudica la proprietà e consiste nel blocco automatico delle disponibilità
1. Congelamento dei fondi Comporta il divieto di movimentazione, trasferimento, modifica, utilizzo o gestione dei fondi o di accesso a essi. Bloccate anche carte di credito e la gestione di portafoglio
2. Congelamento dei beni Determina il divieto di trasferimento e disposizione: divieto di vendita, locazione, affitto o costituzione di diritti reali di garanzia

Oleg SAVCHENKO

Oleg Savchenko (Photo by Grigoriy Sisoev / Sputnik / Sputnik via AFP)

3 mln - Residenza Lazzareschi
Sigilli per la residenza sequestrata a Lucca del componente della Duma che ha votato per il riconoscimento delle repubbliche popolari del Donbass

Vladimir SOLOVIEV

Vladimir Soloviev

8 mln - Case sul lago di Como
Appartamenti di lusso sul lago di Como per il giornalista, presentatore dei canali Russia-1 e Russia 24. Noto per l’atteggiamento ostile all’Ucraina

Gennady TIMCHENKO

Gennady Timchenko (Photo by Alexei Druzhinin / Sputnik / Sputnik via AFP)

50 mln - Yacht Lena
Uno yacht ormeggiato a Imperia per l’azionista di banca Rossiya, l’istituto dei funzionari russi. Controlla National Media, attraverso cui sostiene il conflitto in Ucraina

Alexey MORDASCHOV

Alexey Mordashov (Andrey Rudakov/Bloomberg)

170 mln - Yacht Lady M e immobili
Sigilli allo yacht ormeggiato a Imperia per il “signore” dell’acciaio, azionista del colosso Severstal. Mordaschov è molto vicino a Putin

Alisher USMANOV

Alisher Usmanov (Andrey Rudakov/Bloomberg)

83 mln - Villa in Costa Smeralda
Villa in Sardegna e altri beni sotto “congelamento” per l’oligarca tra i più legati a Putin. Usmanov è anche azionista e sponsor della squadra di calcio inglese dell’Everton

Andrey MELNICHENKO

Andrei Melnichenko (REUTERS/Maxim Shemetov)

530 mln - Panfilo “SY A”
Il suo yacht di 142 metri era nel porto di Trieste. Melnichenko è miliardario, azionista del produttore di fertilizzanti EuroChem e della società di energia del carbone Suek

Petr AVEN

Petr Aven (Dmitry Beliakov/Bloomberg)

4 mln - Complesso immobiliare
Una villa a Punta Sardegna, in provincia di Sassari per Petr Aven, banchiere e politico russo molto influente, noto soprattutto per aver guidato la Alfa-Bank

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