ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista a Renato Saccone

«Olimpiadi 2026, focus sulla prevenzione»

Prefetto di Milano

di Michelangelo Bonessa

2' di lettura

Classe 1956, campano d’origine, dal 2018 Renato Saccone è il prefetto di Milano e ne ha gestito alcune delle fasi più delicate. Oggi si prepara alle Olimpiadi invernali 2026.

Alla luce dell’ultimo report regionale sulla criminalità organizzata, il dispositivo di sicurezza pubblica sta funzionando?

Loading...

Il fenomeno è oggetto di costante attenzione da parte della Prefettura, oltre che della magistratura, delle forze di polizia e delle amministrazioni che operano a livello locale, nella piena consapevolezza dell’interesse che la criminalità organizzata nutre nei confronti di una delle economie più floride del Paese, oggi in ripresa ed espansione dopo la parentesi pandemica.

Potrebbe citare qualche esempio di operazione particolarmente riuscito?

L’operazione ribattezzata Infinito è certamente quella che ha evidenziato in maniera ampia la presenza della ’ndrangheta in Lombardia. Ha inoltre messo in luce l’esistenza di una “zona grigia”, un’area intermedia tra legale ed illegale che alimenta la mimetizzazione delle mafie nell’economia sana. Ma l’attività non è mai cessata: è notizia recente l’operazione condotta dalla Squadra mobile di Milano, e coordinata dalla locale Procura della Repubblica e dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato all’arresto di una cinquantina di esponenti di una ricostituita “locale” della ’ndrangheta operante nel comune di Rho. Si tratta di un segnale importante sotto il profilo del risultato raggiunto, ma anche preoccupante, considerate le dimensioni dell’operazione e l’assenza di denunce da parte delle vittime delle estorsioni.

Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali 2026, Milano e il Nord sono pronti?

I grandi eventi e investimenti pubblici ripropongono il tema, già evidenziatosi in occasione di Expo 2015, della centralità della prevenzione antimafia. Lo strumento prefettizio delle misure interdittive, esercitato grazie a una sinergica attività istruttoria con la Dia e le forze dell’ordine, consente infatti di espungere con tempestività l’imprenditore mafioso dal settore delle opere pubbliche. Le forme di stretta collaborazione info-investigativa sono state recentemente consolidate a Milano con la sottoscrizione di due protocolli di legalità promossi dalla Prefettura, concernenti l’uno i controlli antimafia in tutte le opere, non solo pubbliche ma anche private, grazie alla piena adesione di Assimpredil-Ance, e l’altro mirato a verifiche puntuali sulle attività commerciali. Quest’ultimo protocollo prevede una piattaforma informatica dedicata, che evidenzia con degli alert i casi a più elevato rischio di infiltrazione, consentendo così approfondimenti mirati.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti