Energia e Ambiente

Olimpiadi 2032 i giochi sostenibili di brisbane

di Marco Morino

2' di lettura

Conquistare i Giochi olimpici, quelli del 2032, giocando la carta della sostenibilità. Così la città di Brisbane, capitale del Qeensland, ha convinto il Cio (Comitato olimpico internazionale) ad assegnare per la terza volta all’Australia la grande competizione sportiva, dopo Melbourne 1956 e Sydney 2000. Per la cronaca: nel 2024 le Olimpiadi estive si svolgeranno a Parigi, mentre nel 2028 toccherà a Los Angeles. In verità Brisbane non ha praticamente avuto concorrenti, dato che le candidature di Giacarta (Indonesia) e Ahmedabad (India) non sono mai veramente decollate e le ipotesi Germania, Ungheria e Qatar sono appunto rimaste tali. Brisbane invece, si è presentata con un progetto completo, supportato dal governo dello stato del Queensland e dall’Australia tutta. Una proposta che il presidente del Cio, Thomas Bach, ha definito «irresistibile». Una parte centrale del dossier australiano si basa proprio sui progetti sostenibili, che saranno attivati per ridurre al minimo le emissioni di gas serra dei Giochi 2032. Non è un caso, infatti, che il governo del Queensland abbia fissato al 2030 il termine per raggiungere la copertura del 50% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili. In vista delle Olimpiadi 2032, la sostenibilità rimane così un tema chiave nelle politiche di sviluppo dello stato, declinata sia attraverso la mobilità, sia nella produzione e distribuzione dell’energia. Il budget previsto per organizzare l’intera kermesse si aggira sui 5 miliardi di dollari australiani, ovvero poco più di 3 miliardi di euro. Saranno quindi dei Giochi a basso costo. Secondo i piani degli organizzatori la quota maggiore degli investimenti sarà destinata alle infrastrutture, con una particolare attenzione alla mobilità sostenibile. Il Gruppo Webuild (ex Salini Impregilo), attraverso il suo magazine digitale, spiega che sarà realizzata anche una nuova stazione sotterranea della metropolitana sulla Roma Street. Si tratta della linea che serve il centro cittadino e che porterà i futuri spettatori direttamente dentro la Brisbane Arena, uno stadio coperto capace di ospitare 17mila persone. Parte della spesa per le infrastrutture sarà poi investita nella costruzione di nuovi stadi o nell’ampliamento di quelli esistenti. Un miliardo di dollari servirà per l’evoluzione dell’attuale stadio del cricket (il Woolloongabba Stadium), che diventerà lo Stadio Olimpico dove saranno tenuti gli eventi celebrativi di apertura e chiusura dei Giochi davanti a una platea di 50mila persone. Oltre a quest’ultimo, sarà costruito un secondo stadio. In generale, l’80% delle strutture che ospiteranno le gare sono già esistenti, ma dovranno essere ammodernate e ampliate. Dice il sindaco di Brisbane, Adrian Schrinner: «Fin dall’inizio abbiamo chiarito che intendiamo dar vita a dei Giochi sostenibili, trasformando Brisbane nella prima città ospitante che centrerà i suoi investimenti e la sua pianificazione sulla tutela del clima». Un segnale e un esempio per tutta l’Australia.

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