Giochi di Milano e Cortina

Olimpiadi, aperto il bando per le poltrone in Fondazione

Manca ancora la legge ad hoc per l'evento e la creazione dell'Agenzia

di Sara Monaci

Manca ancora la legge ad hoc per l'evento e la creazione dell'Agenzia


3' di lettura

Le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026 hanno un ceo, Vincenzo Novari, e una Fondazione per la gestione dei fondi pubblici e privati. Il governo si è anche “sbilanciato” nel finanziare le infrastrutture con un fondo di un miliardo, inserito nella Finanziaria. Al momento però mancano all’appello una legge ad hoc per l’evento, che rispetto al cronoprogramma sta tardando (doveva essere pronta per fine anno), e la costituzione dell’agenzia che si occuperà delle infrastrutture locali di collegamento, molte delle quali già in fase di realizzazione o almeno pianificate, che dovranno essere ora riunite in unico dossier per essere seguite con più “razionalità” in base alle priorità.

Intanto il Comune di Milano ha aperto il suo bando per trovare i due membri che dovranno sedersi nel board della Fondazione. Si legge che «possono presentare proposte di candidatura (esclusivamente online) consiglieri comunali, Ordini professionali e Università milanesi, associazioni, gruppi di almeno 100 cittadini iscritti nelle liste elettorali le cui firme siano autenticate ai sensi di legge.Ogni proponente può presentare due candidati e avrà tempo fino al 31 dicembre, termine ultimo utile affinché il sistema avvisi il candidato della proposta. Il candidato dovrà poi concludere la procedura online con l’accettazione entro il 3 gennaio 2020».

La Fondazione Milano-Cortina 2026 è stata costituita a fine novembre a Milano, nella sede della Regione Lombardia. Sarà il vero e proprio comitato organizzatore dei giochi. Lo Statuto è stato firmato dai soci fondatori: il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il Sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, e il Presidente del Comitato Italiano Paraolimpico, Luca Pancalli. Il consiglio d’amministrazione sarà composto da 22 membri, di cui 10 componenti del mondo sportivo, 10 componenti dei Territori, un rappresentante del Governo e dal Presidente.

Per quanto riguarda il Coni, i membri sono stati individuati. Oltre al presidente Giovanni Malagò, ci saranno il segretario generale del Coni Carlo Mornati, il vicepresidente vicario Franco Chimenti, gli ex atleti Gabriella Paruzzi e Anna De la Forest, il presidente della Fisi Flavio Roda, il presidente della Fisg Andrea Gios, il presidente del Cip Luca Pancalli e il segretario generale Juri Stara, l’atleta paraolimpica Francesca Porcellato e i due membri del Cio, Franco Carraro e Ivo Ferriani.

Le Olimpiadi invernali costeranno 1,250 miliardi per quanto riguarda la gestione dell’evento, di cui circa 900 milioni verranno messi sul piatto dal Cio, il resto dagli enti locali e regionali. Si aggiunge un miliardo, come detto, per le infrastrutture, da costruire o completare.

Inoltre ci saranno alcune nuove costruzioni nella città di Milano che verranno realizzate in project financing: il palazzetto dello Sport nel quartiere di Santa Giulia e la cittadella dello Sport, nello scalo di Porta Romana, destinata a ospitare gli atleti e che poi si trasformerà in una cittadella per gli studenti, una volta terminato l’evento sportivo. A questo si aggiunge la riqualificazione del Palasharp. Il giro d’affari tra investimenti pubblici e privati potrebbe dunque sfiorare i 3 miliardi.

Dalla legge olimpica ci si aspetta adesso un passaggio in più, ovvero le deleghe del ceo Novari, con eventuali deroghe per velocizzare le procedure (ad esempio alla legge sugli appalti o alle normative ambientali) e poteri speciali, così come era stato fatto per l’Expo 2015 di Milano. Un passaggio che dagli enti locali viene considerato fondamentale, per non arrivare in ritardo all’appuntamento del 2026.

Da ricordare che è prevista anche la costituzione di una terza società, oltre alla fondazione e all’agenzia: si tratta del comitato di vigilanza, che dovrà controllare eventuali sprechi, affinché le nuove infrastrutture siano davvero utili alla cittadinanza e non rivelino cattedrali nel deserto.

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