Agroalimentare

Olio Carli, investiti tre milioni per le linee produttive di Imperia

L'aumento della produttività sarà del 20% per far fronte alla crescita della domanda

di Enrico Netti

3' di lettura

Con investimenti in piattaforme fisiche e digitali continua il percorso di crescita di Olio Carli nell’ambito di una strategia di multicanalità e del rapporto diretto con la clientela. La storica Pmi ligure nella seconda parte dell’anno investito nell’automazione delle linee produttive ma anche nelle vendite online con il rinnovo delle piattaforme di e-commerce mentre è allo studio la prima apertura di un negozio fisico Oltralpe.

«Con un investimento di oltre 3 milioni stiamo automatizzando le linee produttive e di confezionamento degli stabilimenti di Imperia, all’interno della nostra sede, e di Chiusanico distante una decina di chilometri - spiega Carlo Carli, direttore generale e quarta generazione dell’azienda di famiglia -. Al termine l’impresa diventerà molto più flessibile ed in grado di rispondere alle richieste del mercato in tempi più rapidi». L’aumento della produttività dovrebbe essere intorno al 20% per fare fronte alla crescita della domanda mantenendo stabili i livelli occupazionali.

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Se l’olio extra vergine d’oliva resta il prodotto chiave la Pmi negli ultimi tempi ha registrato «un aumento molto significativo delle vendite dei prodotti legati all’olio - continua il direttore generale - e l’investimento è dedicato al 100% per queste linee di prodotto come la gamma dei sughi tipici liguri e i rossi che hanno visto una fortissima crescita degli acquisti in tutta Europa». Una offerta destinata ad aumentare perché nel prossimo anno Olio Carli amplierà l’offerta con diverse altre novità, da uno stuzzichino per aperitivi alle conserve ittiche e gli olii aromatizzati. Nuove referenze che verranno preparate nelle aree rinnovate dei due stabilimenti.

Novità in arrivo anche sul fronte del retail. Ad oggi la società dispone di 13 punti vendita in tutta Italia ma Carlo Carli anticipa il prossimo sbarco Oltralpe. «Nel 2021 abbiamo in programma di aprire il nostro primo negozio fisico in Svizzera e stiamo vagliando alcuni immobili a Losanna e Zurigo - continua il dg -. Il mercato svizzero è quello che ha avuto le migliori performance con il raddoppio del fatturato che nel 2020 toccherà i 4 milioni».

Secondo i primi dati preliminari l’anno dovrebbe terminare con una leggera crescita dei ricavi a causa di una flessione dei prezzi medi dell’olio «perché variano in funzione della raccolta» sottolinea Carli. Così i ricavi rimarranno intorno ai 155 milioni, in linea con il valore dello scorso anno, nonostante un aumento del 15% dei volumi venduti. Le esportazioni raggiungono il 25% con un incremento del 20% sia in termine di valore che di volumi. Brilla l’exploit del mercato elvetico ma anche negli Usa le vendite sono andate molto bene con una crescita del 25 per cento.

In Italia nei lunghi mesi del lockdown hanno sofferto i 13 Empori monomarca «perché vivono di una clientela di passaggio pedonale» ricorda Carlo Carli ma la strategia omnicanale della società si è rivelata vincente. «Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti che vedono un raddoppio e più degli acquisti online perché durante l’emergenza sanitaria eravamo pronti con le nuove piattaforme digitali». Tra il 2019 e il 2020 si è investito per il profondo rinnovamento delle piattaforme online per l’e-commerce, ora accessibili, molto più fruibili in mobilità e con una migliore interattività, per i mercati d’Italia, Germania, Austria, Svizzera, Francia e Stati Uniti.

Per quanto riguarda il budget per il prossimo anno Carlo Carli punta al consolidamento dei risultati ottenuti nel 2020. «Il 2021 è un enorme punto interrogativo per tutti - conclude -. Cercheremo di consolidare quando fatto sperando che il retail riparta con rinnovato vigore».

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