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Olio, raccolta al via: l’Italia potrebbe uscire dal podio mondiale

Dati Coldiretti-Unaprol-Ismea: produzione in crescita ma meno delle attese a causa di maltempo e siccità. Ma anche dei pochi investimenti

di Giorgio dell'Orefice

La campagna olivicola inizia con prospettive di crescita ma inferiori alla attese (Adobestock)

3' di lettura

Al via la campagna di raccolta 2021-22 dell'olio d'oliva. A darne notizia è la Coldiretti che insieme ad Unaprol (una delle principali organizzazioni di produttori olivicoli) e Ismea ha fornito anche le prime stime sulla nuova campagna. Nel 2021-22 infatti dovrebbero essere prodotte circa 315 tonnellate di olio d'oliva con un incremento stimato del 15% circa rispetto alle 273mila dello scorso anno.

Dati in media con le statistiche delle ultime campagne ma con un inferiori alle attese. Il recupero rispetto allo scorso anno è ancora molto distante dagli standard produttivi made in Italy ormai di anni fa, tanto che si teme che quest'anno l'Italia esca dal podio mondiale dei principali paesi produttori, già superata lo scorso anno sia dalla Spagna che dalla Grecia. Aspetto che ripropone con forza il tema degli investimenti per favorire un recupero dei volumi produttivi made in Italy.

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Ad influenzare negativamente la stagione, l'assenza di piogge e la siccità che hanno colpito il polmone olivicolo del Paese, la Puglia, regione che produce la metà del prodotto italiano.Nonostante un possibile incremento produttivo a doppia cifra rispetto allo scorso anno, frutto di un concreto miglioramento di alcune aree (punte del +40%) compensato al ribasso da altre zone, in generale la produzione pugliese resterà ben distante dagli standard tipici delle annate di carica (200mila tonnellate).

La Sicilia, dopo tre stagioni di difficoltà, potrebbe tornare sopra la soglia delle 40mila tonnellate, mentre qualche problema in più si registra in Calabria dove i dati sono lontani dalla produzione massima regionale.
Annata negativa per Toscana e Umbria (punte -50%) che scontano andamento climatico incerto e potrebbero patire, a causa dell'umidità di questo periodo, possibili attacchi della mosca olearia. Produzione invariata nel Lazio. Maglia nera della stagione appena cominciata alle regioni del Nord, Lombardia in testa, colpite da periodi di gelo e grande caldo che hanno ridotto al minimo la produzione (stime da -60 a -80%).

L'avvio della raccolta – commentano Coldiretti e Unaprol – rappresenta dunque un momento importante dal punto economico ed occupazionale per una filiera che – precisano – conta oltre 400mila aziende agricole specializzate, con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 diverse varietà di olive.

Proprio nell'ottica di sostenere e incrementare la produzione nazionale di extravergine che Coldiretti ha presentato nell'ambito del Recovery Plan un progetto specifico legato alle reti d'impresa per il futuro dell'olio d'oliva.
«L'obiettivo è rilanciare la produzione nazionale dell'olio d'oliva – spiega il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – attraverso la realizzazione di nuovi uliveti, di impianti di irrigazione e costruzione di pozzi o laghetti, anche in maniera consorziata, favorendo la raccolta meccanizzata delle olive con macchinari che riducano i tempi e costi di raccolta».

«Queste prime stime – ha aggiunto il presidente dell’Unaprol, David Granieri – ci danno un quadro complessivo della situazione nel nostro Paese, naturalmente tutto andrà verificato con l'inizio della raccolta in tutte le regioni e i primi dati sulle rese. Conserveremo il primato sulla qualità ma siamo in difficoltà sulle quantità di prodotto – continua Granieri -. Per questo non sono più rinviabili interventi strutturali di rinnovamento degli impianti e recupero degli uliveti abbandonati per consentire alla produzione di tornare sui livelli di eccellenza di dieci anni fa».


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