ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMade in Italy

Olive Ficacci cresce del 30% grazie a packaging green ed export

Dopo il record del 2021 che ha portato il fatturato a 28,5 milioni, +9% nel semestre. Contro la congiuntura negativa l’azienda punta sulle olive Gaeta Dop e su confezioni innovative e sostenibili

di Emiliano Sgambato

Olive Ficacci: una fase di confezionamento nello stabilimento di Castel Madama (Roma)

3' di lettura

Trainato anche dalla moda degli aperitivi a casa – esplosa con il Covid, ma che non sembra arrestarsi – e sostenuto dal successo del food made in Italy all’estero, il mercato delle olive da tavola ha ottenuto buoni risultati nel 2022, anche grazie agli investimenti di alcune aziende che stanno puntando su nuove referenze e sostenibilità.

Tra queste non passa inosservato il caso delle Olive Ficacci: l’azienda nel 2021 ha sfiorato il 30% di incremento di fatturato, chiudendo il bilancio a 28,5 milioni di euro, con un balzo nell’export del 33% rispetto al 2020 e le vendite nella grande distribuzione che vantano un aumento del 27%. A fronte di una media di mercato che, ricordano dall’azienda, nel 2021 secondo i dati Nielsen ha registrato il +4,3%. Il trend è continuato nel 2022, con la crescita di Ficacci che ha segnato +9%, e i mercati esteri che performano sopra la media (+12%).

Loading...

Nella mappa delle presenze all'estero l’azienda di Castel Madama, a 40 chilometri da Roma, gode di un ottimo posizionamento in Europa ed è sempre più legata al trend dell’italian aperitivo sul mercato Usa. «Il 20 % del nostro fatturato si sviluppa in 40 Paesi che vanno dagli Stati Uniti al Giappone fino alla Cina e al Sud Africa – spiega Giuseppe Ficacci, responsabile marketing e commerciale estero dell'azienda–. Siamo presenti in molte fiere internazionali e abbiamo un’offerta ampia e globalizzata che punta su qualità e varietà di ricette, specificatamente studiata per i mercati che andiamo a servire. A partire dall’Oliva di Gaeta Dop, Consorzio di cui siamo stati tra i soci fondatori, ci avvaliamo di più di 12 cultivar di olive provenienti da Italia, Spagna e Grecia».

Ovviamente l’azienda – che vanta una produzione di circa 20 tonnellate di olive al giorno grazie a un impianto di produzione che dispone di 12 linee di confezionamento semi-automatico – non è immune dal caro bollette e dalle preoccupazioni per uno scenario internazionale caratterizzato da inflazione e probabile recessione.
«Il momento è oggettivamente difficile ma non impossibile – commenta Ficacci –. Purtroppo i margini si stanno riducendo al minimo, ma grazie ai maggiori volumi che stiamo realizzando riusciamo a contenere l’impatto dei costi fissi aziendali. Per acquisire nuove quote di mercato puntiamo da sempre sulla qualità e sull’innovazione, questa vocazione aziendale ci viene riconosciuta soprattutto dai nostri clienti storici che continuano a crescere anno per anno. Siamo fiduciosi in una ripresa economica globale, anche se consapevoli che questo non avverrà nel breve periodo».

La strategia di resilienza punta molto sulla sostenibilità. «L'attenzione all'ambiente è diventato un fattore prioritario – continua Ficacci –. L’adattamento progressivo della tecnologia impiegata dal 2021, relativa ai packaging ecosostenibili riciclabili al 100% nella carta, contribuirà a ridurre del 70% i volumi di utilizzo della plastica entro il 2030».

«Per essere competitivi in Italia e sui mercati globali, abbiamo unito all'innovazione delle ricette e agli standard qualitativi sempre più elevati il tema della sostenibilità, lanciando due linee di prodotto», aggiunge il presidente Romeo Ficacci, padre di Giuseppe, che ha fondato l’azienda nel 1964 a sua volta seguendo le orme del padre Umberto cresciuto nei mercati rionali della capitale (in azienda ora ci sono anche gli altri due figli, Umberto e Lucia). «La nostra innovativa gamma “Un piattino di…” – spiega – ha un design elegante in una confezione con l’85% di plastica in meno rispetto ad altri formati. Il nostro è solo un punto di partenza: contiamo di dimezzare il consumo di plastica entro il 2026».

Sotto i riflettori dell'ultimo Summer Fancy Food Show di New York c’era proprio la linea “Un piattino di …”, presentata anche nel corso dell'ultima edizione del Cibus di Parma, dove è stata premiata per l'innovazione ed esposta nel Corner Innovation.

«Parliamo dell'unico pack ecosostenibile certificato “Aticelca (B)” nella categoria, caratterizzato da un posizionamento premium – continua Ficacci –. Le olive fresche sono confezionate senza liquido di governo, senza conservanti e la confezione è al 100% riciclabile nella carta. E la pellicola interna può essere separata dal piattino di carta».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti