PROFESSIONI E PREVIDENZA

Oliveti (Adepp): «Professioni ordinistiche discriminate senza giustificazione»

Gli iscritti a un Ordine potranno contare sul voucher per la babysitter e sul Fondo per il reddito di ultima istanza, ma non sui 600 euro mensili

di Federica Micardi

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(AdobeStock)

Gli iscritti a un Ordine potranno contare sul voucher per la babysitter e sul Fondo per il reddito di ultima istanza, ma non sui 600 euro mensili


2' di lettura

Il decreto legge Cura Italia guarda anche alle professioni. Poco e male secondo Alberto Oliveti, presidente Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza dei professionisti iscritti a Ordini e Albi. Il decreto, in attesa di pubblicazione, varato per contrastare l’emergenza causata dal coronavirus, prevede che anche le professioni ordinistiche potranno attingere al voucher babysitting (massimo 600 euro) e al Fondo per il reddito di ultima istanza, un fondo di 300 milioni per i lavoratori dipendenti e autonomi, inclusi i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria regolati dai Dlgs 509/94 e 103/96.

Gli iscritti agli Ordini , però, restano esclusi dai 600 euro riconosciuti per il mese di marzo - e prorogabile anche ad aprile - a tutte le altre partite Iva, quelle iscritte alla gestione separata Inps. «Una grave discriminazione – commenta Oliveti – molti professionisti hanno guadagni bassi e sono in oggettiva difficoltà; perché non prevedere un limite di reddito e riconoscere a tutti i professionisti, senza distinzione, i 600 euro? Eppure il Fondo è finanziato con la fiscalità generale a cui anche i professionisti ordinistici partecipano».

Oliveti ricorda che l’Enpam, la Cassa di previdenza di medici e odontoiatri, di cui è presidente, ha versato in tasse nel 2019 circa 180 milioni, «mi sarei aspettato - chiosa - che, date le circostanze, una quota parte sarebbe tornata come fiscalità di scopo».

Gli iscritti alle Casse, quindi, non solo potranno contare su risorse assai limitate, ma gli eventuali aiuti che arriveranno dai propri enti previdenziali – molti si stanno attivando per erogare forme di sostegno - saranno soggetti a tassazione ordinaria. Infatti, per ora, la richiesta inviata la scorsa settimana ai ministri di Lavoro ed Economia di defiscalizzazione almeno in questo frangente, così come la richiesta di accelerare l’iter per approvare le delibere degli enti (che per diventare operative devono avere il nullaosta dei ministeri vigilanti), sono rimaste senza risposta.

«I presidenti di tutte le Casse sono sconcertati da questo trattamento - afferma Oliveti -, il Governo dimostra ancora una volta una totale mancanza di considerazione delle nostre attività e del nostro impegno. Ci sono però delle eccezioni e voglio ringraziare - conclude - chi ha tentato di portare avanti le nostre istanze». Per ora senza successo.

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