COLPO PER MARINE LE PEN

Olocausto e negazionismo, bufera sui vertici del Front National. Colpo per Marine Le Pen

dal nostro corrispondente Marco Moussanet


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(AFP)

3' di lettura

PARIGI - Un negazionista alla guida del Front National! Un brutto “incidente” di percorso, a maggior ragione in questo momento, per Marine Le Pen. Che in sei anni di presidenza ha fatto di tutto per svecchiare il partito, renderlo presentabile, cacciando i nostalgici e i fascisti duri e puri, a partire dal padre. Ma evidentemente di scheletri nell'armadio ce ne sono talmente tanti che la pulizia completa è impossibile.

La nomina di Jean-François Jalkh...
La vicenda inizia tre giorni fa. Quando la Le Pen annuncia l'autospensione dalla presidenza del Front National, «per diventare la candidata di tutti i francesi e non di un partito». Marketing politico, d'accordo, ma magari serve anche questo. La scelta del sostituto per un paio di settimane, il tempo di arrivare al ballottaggio delle presidenziali, cade su Jean-François Jalkh. Eurodeputato, sconosciuto al grande pubblico, è uno che ha passato tutta la sua vita al Front, nel quale è entrato nel 1974, a 17 anni. Un bravo soldatino, la persona giusta.
Apparentemente. Perché poche ore dopo la nomina, un giornalista del quotidiano cattolico “La Croix” ha rispolverato alcune frasi pronunciate da Jalkh nel 2000 a una dottoranda di Scienze Politiche (Magali Boumaza) che era andato a intervistarlo (e che sono contenute in un libro pubblicato nel 2005), a proposito delle camere a gas e dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti: «Io dico che tra i cosiddetti revisionisti ci sono dei provocatori e delle persone serie, come per esempio Faurisson (condannato più volte per “contestazione di crimini contro l'umanità, ndr). E dico che di queste cose si può parlare, discutere. Per esempio ho parlato con un chimico a proposito dello Zyklon B (il gas utilizzato nelle camere della morte ndr) e ritengo, da un punto di vista tecnico, che è impossibile, insisto impossibile, utilizzarlo in un'operazione di sterminio di massa. Perché? Perché ci vogliono alcuni giorni prima di decontaminare un locale in cui è stato utilizzato dello Zyklon B».

... sostituito subito con Steeve Briois
Lui sostiene di non ricordarsi. I dirigenti del Front National - dopo una prima, maldestra difesa - hanno capito che la carta Jalkl – il quale ha per di più partecipato nel 1991 al quarantennale della morte di Pétain, di fianco a Jean-Marie Le Pen, quello delle «camere a gas dettaglio storico della seconda guerra mondiale» – era diventata inutilizzabile. E lo hanno sostituito al volo con Steeve Briois, il sindaco di Hénin-Beaumont, la cittadina simbolo dei primi successi elettorali del partito.

... il quale è rinviato a giudizio per incitazione all’odio razziale
Il quale, a sua volta, è nel mirino della magistratura per una serie di episodi emblematici della violenza (per ora verbale) che contraddistingue il Front National. È stato infatti rinviato a giudizio per «incitazione all'odio razziale» a seguito di un tweet pubblicato lo scorso 23 novembre in cui dichiara che «la ripartizione dei migranti ha come conseguenza le aggressioni sessuali alle quali abbiamo già assistito in Germania, Svezia e Austria».
Un'inchiesta è stata inoltre aperta nei suoi confronti (e in quelli di David Rachline, direttore della campagna elettorale della Le Pen) per le minacce di morte pubblicate sui loro account Facebook da parte di militanti del Front National nei confronti del sindaco centrista di Sevran (nella Seine-Saint-Denis, cintura Nord-Est della capitale), Stéphane Gatignon, dopo la messa in onda di un servizio televisivo sui numerosi giovani della città partiti in Siria per unirsi alle forze dello Stato islamico. Gatignon aveva sporto denuncia e ora la Procura di Bobigny ha incaricato dell'indagine un giudice istruttore.

In una simile giornata non poteva mancare il contributo del vecchio Le Pen, che su Youtube ha caricato un video in cui critica pesantemente la cerimonia di commemorazione del poliziotto ammazzato dieci giorni fa sugli Champs-Elysées. «Una cerimonia – dice il padre di Marine – in cui si è reso omaggio più all'omosessuale che al poliziotto». Il riferimento è al discorso – peraltro molto dignitoso e molto bello - fatto nel cortile della Prefettura di Parigi dal compagno del poliziotto ucciso.

Per tornare invece al tema del negazionismo, non va dimenticata la polemica di alcuni giorni fa in seguito alle dichiarazioni della Le Pen sul fatto che «non c'è una responsabilità nazionale della Francia» in merito al rastrellamento del Vel d'Hiv - cioè l'arresto, l'internamento e la deportazione nei campi di sterminio, dal quali tornarono in pochissimi, di migliaia di ebrei parigini nel luglio del 1942 – contrariamente a quanto fece l'allora presidente Jacques Chirac nel 1995.
Non a caso, Emmanuel Macron è andato oggi in visita al villaggio di Oradour-sur-Glane, dove nel 1944 una colonna di SS uccise 642 civili. Del paese originale restano le rovine. Un monumento per non dimenticare. Mai.

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