ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMobilità e rischio contagio

«Oltre 24mila bus turistici pronti per il trasporto scolastico»

Le imprese al governo: «Noi ci siamo e i nostri autisti sono pronti a lavorare, piuttosto che rimanere in cassa integrazione, a spese dello Stato»

di Marco Morino

I punti chiave

  • «I mezzi ci sono e sono disponibili»
  • I numeri del settore
  • Restituire una speranza alle imprese

3' di lettura

Oltre 24mila bus turistici, spaziosi e sicuri sono pronti ad accendere i motori per trasportare gli studenti a scuola, senza rischi di affollamento e contagio. La proposta è contenuta in una lettera che il presidente del comitato Bus turistici italiani (Co.Bti), Riccardo Verona, ha inviato ai ministri Enrico Giovannini (Infrastrutture e mobilità sostenibili), Massimo Garavaglia (Turismo) e al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

Il settore, si legge in sintesi nella lettera, mettendo a disposizione i propri mezzi, potrebbe contribuire da un lato alla soluzione dell’emergenza nel trasporto scolastico e dall’altro a far ripartire un settore in crisi nerissima, che la pandemia ha bloccato completamente.

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«I mezzi ci sono e sono disponibili»

Dice Verona: «La riapertura delle scuole impone scelte per un trasporto sicuro e pluralistico, non più rinviabili. I mezzi ci sono, sono oltre 24mila, di cui oltre 10mila sono di categoria euro 6 o euro 5, green e rispondenti ai protocolli di sicurezza anti Covid, così come ci sono le risorse economiche per avviare l’affiancamento. Noi ci siamo e i nostri autisti sono pronti a lavorare, piuttosto che rimanere in cassa integrazione, a spese dello Stato».

I numeri del settore

Il comparto dei bus turistici conta in Italia 6mila imprese, oltre 25mila lavoratori e, limitatamente alla sezione noleggio, un fatturato annuo di oltre 2,5 miliardi di euro, dei quali l’80%, cioè 2 miliardi, è andato perduto dall’inizio della pandemia. Questo per quanto riguarda il solo anno 2020. Con il primo semestre 2021, la perdita stimata di fatturato si avvicina ai 3 miliardi.

Continua Verona: «Il settore dei bus turistici è stato uno dei primi comparti a fermarsi, dopo il primo caso accertato di Covid nella città di Codogno (febbraio 2020, ndr). Hanno pesato prima gli annullamenti delle gite scolastiche, principale fonte di reddito per il comparto nei mesi primaverili, poi la chiusura dei confini e il conseguente stop del turismo. Dai circa 2,5 miliardi di euro fatturati nel 2019, siamo passati a circa 400 milioni del 2020, con un perdita di circa l’80%».

Restituire una speranza alle imprese

Per tentare di combattere la crisi, dovuta alla pandemia, alcune di queste imprese si sono messe a disposizione come supporto al trasporto pubblico locale, ma l’offerta non ha raggiunto i livelli che gli imprenditori si attendevano; solo circa 3.300 i bus coinvolti in tutta Italia. «Davvero troppo poco per fare la differenza». Eppure, sottolinea Verona, «i vantaggi sono evidenti; i bus del tpl (trasporto pubblico locale, cioè i mezzi urbani) hanno dimensioni più limitate rispetto ai bus turistici, 12 metri di lunghezza per 2,5 di larghezza fanno circa 30 metri quadrati di spazio; la capienza massima è di 80 persone che, per effetto delle norme di distanziamento, diventano 40, tra posti a sedere e in piedi. I nostri mezzi invece nella stessa superficie hanno una capienza media di 50 posti solo a sedere che, con le norme di distanziamento, diventano 25, con una serie di dotazioni, come climatizzatori che effettuano frequenti ricambi d’aria, utili per contrastare i rischi di contagio dal virus».

Più volte, rimarca il presidente del Comitato Bti, «abbiamo chiesto attenzione alle istituzioni avanzando le nostre proposte; siamo stati ricevuti in audizione alla Camera e al Senato; finora purtroppo non abbiamo visto dare seguito a ciò che ci era stato prospettato, ma siamo comunque fiduciosi che con il nuovo decreto sostegni potremo anche noi entrare nel fondo del turismo, così com’è già per altre attività, come ad esempio le agenzie di viaggi».

Alla fine, conclude Verona, «quello che vorremmo è poter tornare a lavorare prima possibile sul turismo; nel frattempo, auspichiamo che governo e Regioni passino all’azione, effettuando un monitoraggio trasparente dei mezzi utilizzati e dei bus turistici disponibili per il servizio in affiancamento al tpl e successivamente indichino linee guida e convenzioni chiare perché a tutt'oggi non riusciamo a capire che cos'è che impedisce di affidare ai nostri mezzi il servizio. Vorremmo decisioni prese nell’interesse della collettività, perché in tempi di Covid il mercato protetto va a scapito degli interessi di tutti».

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